Bocciature verbalizzate e abusi di poteri, le associazioni universitarie se ne stanno occupando ed è stata fatta un’interrogazione in Senato accademico.

Il sito di associazione universitaria Vivere Ateneo riporta una situazione che si sarebbe verificata negli ultimi mesi, soprattutto nella Facoltà di Economia. Alcuni studenti si sono visti, infatti, negare la possibilità, da parte dei docenti, di svolgere esami in seguito a una bocciatura verbalizzata conseguita negli appelli precedenti della stessa sessione.

«Tutti i docenti – spiega l’associazione – erano infatti già stati invitati da parte del Rettore e del Presidente della Scuola Politecnica a non abusare del loro potere ed evitare di applicare letteralmente quanto stabilito dal Regio Decreto n. 1296 del 1938 (Ben 76 anni fa) in seguito ad una bocciatura verbalizzata».

Dall’associazione studentesca tengono a precisare che risulta chiaro che «l’amministrazione Unipa non è il Parlamento Italiano e non può abrogare un Regio Decreto, ma si è sempre cercato (per buon senso) di trovare delle soluzioni. Il portare Unipa, per esempio, non impedisce ad uno studente bocciato di iscriversi agli appelli seguenti e la bocciatura non viene registrata nella carriera, quindi non lasciando traccia è usata soltanto per fini statistici e di valutazione della docenza».

Vivere Ateneo invita allora gli universitari a individuare i singoli casi e denunciarli all’amministrazione. «Gli studenti non possono pagare le conseguenze di diatribe e guerre fra docenti – concludono -. Continuando per questa strada l’Ateneo non potrà in futuro meravigliarsi di posizioni basse in classifiche italiane di gradimento. Uno degli indicatori più influenti, infatti, riguarda il grado di soddisfazione degli studenti».

L’associazione studentesca Rum, che ha presentato l’interrogazione, fa sapere, invece, che il presidente della Scuola Politecnica, prof. Micari, invierà una nota a tutti i docenti.

La Rete Universitaria Mediterranea invita gli studenti a segnalare gli abusi mandando un messaggio privato alla pagina su Facebook Rete Universitaria Mediterranea” oppure all’indirizzo reteuniversitariamediterranea@gmail.com.

1 risposta

  1. Rete Universitaria Mediterranea

    ECCO INTERROGAZIONE che la nostra Rappresentante Carlotta Provenza, in data odierna, ha posto al Senato Accademico :

    “Oggetto: Richiesta modifica art. 24 del Regolamento didattico di Ateneo.

    VISTO l’art. 43, comm 4 e 5, del Regio Decreto n. 1296 del 4 giugno 1938:

    “4. Lo studente che si ritiri durante un esame è considerato riprovato.

    5. Lo studente riprovato non può ripetere l’esame nella medesima sessione”;

    VISTO l’art. 11, comma 7, lett. d), del Decreto Ministeriale n. 270 del 22 ottobre 2004:

    “[I regolamenti didattici di ateneo, nel rispetto degli statuti, disciplinano altresì gli aspetti di organizzazione dell’attività didattica comuni ai corsi di studio, con particolare riferimento:]

    d) alle procedure per lo svolgimento degli esami e delle altre verifiche di profitto, nonché della prova finale per il conseguimento del titolo di studio”;

    VISTI gli artt. 22 e 24 del Regolamento didattico di Ateneo, emanato con Decreto rettorale del 15 ottobre 2013;

    CONSIDERATO che il D.M. n. 270/2004 assegna l’intera materia della disciplina delle procedure per lo svolgimento degli esami e delle altre verifiche di profitto al Regolamento didattico dei singoli Atenei, derogando così all’art. 43 del R.D. n. 1296/1938;

    CONSIDERATO che gli artt. 22 e 24 nulla prevedono in merito a quanto previsto dall’art. 43, comma 5, del R.D. n. 1296/1938;

    CONSIDERATO che nel silenzio del Regolamento didattico d’Ateneo potrebbero verificarsi situazioni di ambiguità in merito al trattamento degli studenti che si ritirano dagli esami di profitto;

    CONSIDERATO che l’art. 43 del R.D. n. 1296/1938 risulta essere una norma alquanto anacronistica, al punto da considerare gli studenti che si ritirano dagli esami di profitto come “riprovati”, e pregiudizievole, dato che i ritmi universitari ed il numero di materie sono notevolmente aumentati rispetto a 76 anni fa;

    la sottoscritta Carlotta Provenza, rappresentante degli studenti in seno al Senato Accademico,

    RICHIEDE

    la modifica dell’art. 24, comma 3, del Regolamento didattico d’Ateneo come segue:

    “La valutazione del profitto in occasione degli esami deve tenere conto dei risultati conseguiti in eventuali prove di verifica o colloqui sostenuti durante lo svolgimento del relativo insegnamento. Nessuna preclusione circa la ripetizione dell’esame di profitto, in caso di bocciatura o ritiro, può essere imposta allo studente.”

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