Una volta terminato il mese di agosto, che porterà con sé l’estate e le vacanze, in tantissimi dovrete fare una scelta che, in potenza, può condizionare la vita professionale (e non): il corso di studio. E c’è un consiglio che mi piace darvi: seguite la vostra indole.

Può sembrare banale, infatti, ma, prima di iscrivervi ad una Scuola anziché ad un’altra, bisogna che vi chiediate: cosa voglio davvero fare “da grande”?

Sì, è opportuno capire di quale ramo del mercato del lavoro si voglia far parte. E non da comparse ma da protagonisti (perché l’Università non forma gente che sta in mezzo alla massa ma che vuole emergere).

Quindi, “ascoltate” il vostro talento e perseguite il vostro sogno. Volete fare gli astronauti? E perché no… (Luca Parmitano ha “cominciato” con una laurea in Scienze Politiche).

Tutto si può fare, se si vuole, e l’università ha il compito e le potenzialità di arricchire la conoscenza di chi ha in mente di essere parte integrante dei meccanismi del mondo.

Ed evitate, quindi, se dentro di voi ruggisce uno spirito guerriero, di compiere una scelta condizionata dal “posto sicuro” o dalle “spalle scoperte“.

Da un lato perché la disoccupazione giovanile è ai massimi livelli. Non esiste di fatto una professione che vi possa garantire, magari dopo tanti sacrifici economici e anni trascorsi sui libri, uno stipendio certo e una vita dignitosa all’indomani della consegna della pergamena.

Dall’altro perché può essere vantaggioso dal punto di vista economico ma umanamente triste scegliere di iscriversi a Giurisprudenza perché il papà è un avvocato o il nonno è un notaio.

Di vita ce n’è una ed una soltanto: perché non tentare di scegliere il proprio cammino indipendentemente dai timori generati dalla società contemporanea o dalla storia professionale della propria famiglia?

Poi, attenzione, non bisogna assolutamente pensare che, una volta effettuata una scelta, non si possa cambiare idea.

Può accadere che ci si possa accorgere di non essere “portati” in relazione a quanto si sta studiando o che si cambi “modus cogitandi” (solo gli stupidi possono pensare che un uomo debba restare uguale a se stesso per sempre).

Può tranquillamente succedere di cominciare con una lezione di latino e, dopo qualche mese, pensare di essere più idoneo a seguirne una di chimica generale.

Morale della favola: dopo l’estate, prima di “immatricolarvi”, ascoltatevi, senza guardarvi attorno. E qualunque decisione prenderete, sarà quella giusta per voi (anche se sbagliata per gli altri).

1 risposta

  1. Anita

    Chiaramente la scelta del corso di studi deve rispecchiare gli interessi e i talenti di ciascuno, peró… è altrettanto importante cimentarsi in qualcosa di utile come puó essere lo studio di una o piú lingue straniere, ormai sempre piú richieste in qualsiasi campo lavorativo!

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