Il nuovo anno accademico sta per cominciare ed eccoci al calcolo delle tasse universitarie. Iscriversi all’università, infatti, al primo anno o agli anni successivi, significa, a prescindere dall’ateneo che si frequenta, anche e soprattutto doversi relazionare con la questione tasse. Ed ecco come un fulmine a ciel sereno intaccare la mente dei giovani che ogni anno si trovano a dover fare i conti con rette, scadenze, fasce di reddito e così via.

Una delle cose principali da tenere in considerazione è l’ISEE. Ma cos’è e come si calcola? L’ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) – si legge sul sito dell’Inps – è lo strumento di valutazione, attraverso criteri unificati, della situazione economica di chi richiede prestazioni sociali agevolate o l’accesso a condizioni agevolate ai servizi di pubblica utilità. In pratica, per dirla in termini spiccioli, l’ISEE è un “numero” che determina la ricchezza di una famiglia, se tale numero è al di sotto del valore minimo, si può accedere a determinati benefici che dopo vedremo, se è al di spora della soglia minima, i benefici non spettano.

Per richiedere il calcolo dell’Isee, è necessario presentare un modulo compilato, cioè la Dichiarazione sostitutiva unica (Dsu) che si compone di un modello base e da un numero di fogli allegati pari al numero dei componenti il nucleo familiare, indicati dal dichiarante, ad uno dei seguenti uffici competenti: i Centri di Assistenza Fiscale (Caf) dei sindacati, delle associazioni e dei Comuni gli uffici degli Enti che erogano le varie prestazioni richieste direttamente gli uffici dell’Inps della propria zona.

Per determinare l’ISEE si considerano i seguenti fattori opportunamente combinati fra loro:

  • il reddito del nucleo familiare
  • il patrimonio mobiliare ed immobiliare
  • la composizione del nucleo familiare

Ogni studente, dunque, in base al proprio ISEE rientra in una specifica fascia di reddito a cui corrisponde un importo specifico. Ogni studente può, inoltre, beneficiare delle tanto agognate borse di studio.

Ma come si richiede una borsa di studio? È possibile risparmiare sulle tasse dell’Università? Con i tagli in costante aumento e la crisi che avanza riuscire a rispondere a queste domande orientandosi nel modo giusto tra scadenze e moduli è davvero importante. E allora ecco una piccola guida.

Per prima cosa occorre specificare che le borse di studio universitarie standard (ossia non legate a particolari bandi di concorso più o meno provati o ad eventi eccezionali) sono gestite in maniera autonoma dalle singole Regioni che ricevono i fondi direttamente dal Ministero. Proprio per questo è necessario fare riferimento alla sede dell’Azienda per il Diritto Allo Studio della propria città per ottenere tutte le informazioni di cui hai bisogno.

Udite, udite cari studenti dell’Università di Palermo: il 15 settembre alle ore 14:00 scade il termine per il concorso per le borse di studio e i benefici banditi dall’Ersu di Palermo.

Quest’anno c’è un’importante innovazione: l’informatizzazione del procedimento. Non sarà più necessario inviare le domande in formato cartaceo ma direttamente inserire tutti i dati all’interno del portale dedicato.

I posti letto messi a concorso quest’anno dall’Ersu sono 680 e saranno assegnati presso le residente: Santi romano, San Saverio, Casa del Goliardo, Schiavuzzo, Biscottari e Santissima Nunziata. La borsa di studio, nello specifico, varierò in base al numero di reddito e patrimonio posseduto e da ciò dipenderà anche il numero di borse erogate e verrà liquidata in due rate: la prima a dicembre 2014. L’importo varierà da un minimo di 1.284 euro ad un massimo di 3.909 euro in base al fatto che lo studente sia in sede, pendolare o fuori sede.

Sgravi fiscali e agevolazioni varie: Borse di studio vere e proprie a parte, esistono una serie di esenzioni e sgravi a cui molti studenti hanno diritto e che vengono spesso e volentieri pubblicizzate poco e male. Il risultato è che senza neanche saperlo molti studenti finiscono con il pagare la retta e l’iscrizione al 100 percento senza neanche sospettare che, non senza qualche sforzo per stare dietro ai moduli e alle procedure, potrebbero risparmiare non poco.

Ecco una piccola guida con le principali agevolazioni:

  1. Agevolazioni per chi si laurea in tempo: tutti coloro che si laureano in corso con un voto pari a 110/110 e che hanno un ISEE non superiore a quello stabilito dall’Università possono richiedere il rimborso totale della tassa di iscrizione e dei contributi universitari dell’ultimo anno. Attenzione però: per inoltrare la richiesta il limite è trenta giorni a partire dal conseguimento della laurea.
  2. Studenti che hanno un altro membro della famiglia iscritto nello stesso ateneo: se più studenti dello stesso nucleo familiare sono iscritti allo stesso ateneo è possibile richiedere una riduzione della tassa d’iscrizione e dei contributi universitari. Attenzione: questo tipo di riduzione delle tasse è cumulabile con altri ed è valido per ogni membro della famiglia solo a patto che ciascuno inoltri la propria richiesta.
  3. Studenti meritevoli: gli studenti in corso che hanno un ISEE non superiore a quello stabilito dall’Università e che hanno acquisito, entro il 30 settembre, almeno l’80% dei crediti previsti dal manifesto degli studi mantenendo una media ponderata non inferiore a 27/30 hanno diritto ad essere esonerati dal pagamento del 50 per cento della tassa di iscrizione e dei contributi universitari. Attenzione: per gli iscritti al primo anno di triennale fa fede il voto di diploma (che deve essere di 60/60 o 100/100) mentre per coloro che sono al primo anno di magistrale viene tenuto in considerazione quello di laurea (110/110).
  4. Studenti disabili: gli studenti portatori di handicap con invalidità pari o superiore al 66 per cento possono essere esonerati totalmente dal pagamento di qualsiasi contributo a patto di recarsi con la documentazione richiesta presso l’Ufficio esoneri prima di saldare la prima rata.
  5. Gli studenti con invalidità inferiore al 66 percento, invece, potranno lo stesso inoltrare la richiesta il cui esiti dipenderà dalle decisioni di un’apposita commissione.

N.B Entro il 31 dicembre 2015 all’Ersu potranno essere presentate richieste anche per ulteriori tipologie di benefici: cause eccezionali, portatori di handicap, acquisto di attrezzature sanitarie o didattiche riservate a studenti portatori di handicap, per mobilità internazionale fino a un massimo di 6.000 euro ciascuna.

2 Risposte

  1. Giuseppe

    Nell’ispeu rientro ma per pochissimi euro non rientro nell’iseu. Con ciò non sono uno studente meritevole? con tutti i crediti del secondo anno accumulati in regola nella sessione estiva e con una media superiore ai 27/30. Quindi uno studente che ha iseu e ispeu entro i limiti imposti da Unipa ma che ottiene solo nella sessione autunnale crediti e media superiore ai 27/30 è più meritevole di chi conclude l’anno nella sessione estiva e non rientra per una cifra irrisoria nell’iseu ma nell’ispeu sì?. Non mi sembra affatto meritocratico come sistema, per non parlare dell’errore che si compie nel non considerare come influente nella graduatoria lo ‘status dello studente’ (in sede, fuori sede, pendolare). Amareggiato.

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