Luca Zaia, presidente della Regione Veneto, leghista, ha oggi indirizzato questo tweet a Stefania Giannini:

 

La questione è delicata. Di fatto, non è cosa buona e giusta che sia impedito allo studente non tanto di scegliere liberamente la propria Facoltà quanto di averne accesso senza ostacoli. E, nel caso in cui dovesse fallire l’appuntamento con il test d’accesso, o è costretto a optare per un altro corso o – per chi può permetterselo – a cambiare città (finanche Paese).

Chi lo dice, poi, che un test abbia davvero la capacità di “comprendere” a priori se uno studente possa un giorno diventare un buon medico o se è preferibile che lasci perdere e si dedichi ad altro?

È come se il primo tema d’italiano al IV ginnasio debba sentenziare se il Liceo Classico possa fare al caso tuo o sia meglio optare per qualcosa di più tecnico.

È successo a chi vi scrive… Il primo scritto è stato un disastro. Voto: quattro. E la professoressa mi disse: «Sicuro che questo sia il posto giusto per te?». Com’è andata? Sono stato promosso con quasi tutti sei. L’anno successivo la professoressa di Lettere si trasferì e con la nuova insegnante cominciai a scrivere da nove (e oggi con le parole “ci campo”).

Questo semplice aneddoto per dimostrare quanto potenzialmente sia pericoloso affidare ad un test il “futuro” di un/una ragazzo/a.

D’altro canto, però, senza numero chiuso si rischia di avere facoltà “iperpopolate” (ed altre disabitate), come se la nostra società avesse bisogno di un esercito di avvocati o di psicologi.

Quale soluzione allora? Limitare o liberalizzare? Di solito la risposta sta in mezzo… Tentiamo di trovarla?

 

2 Risposte

  1. Emmanuel

    Parto dal presupposto che io a mio tempo ho superato splendidamente i test di ingresso ma penso anch’io che non è giusto limitare in partenza l’acceso ad una qualsiasi facoltà a ragazzi che per tanti motivi, inadeguatezza delle conoscenze iniziali o anche solo eccessiva emotività che non gli permetta di affrontare nel migliore dei modi il test, non riesca a superarlo ma dentro di se si sente portato per quella facoltà. A mio modesto parere bisognerebbe permettere a tutti di intraprendere un qualsiasi percorso di studi lasciando poi al tempo e.ai.risultati che si ottengono di far capire al ragazzo/a che quella facoltà è adatta a se stesso.

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