È davvero difficile essere studenti nell’era del web 2.0.

Facebook, Twitter, Google +, Instagram, Foursquare e chi più ne ha più ne metta… Distrazioni sempre a portata di mano, anzi di click, perché per essere sul web non basta solo essere davanti al computer ma anche davanti a dei tablet e degli smartphone che si accendono ad ogni notifica ricevuta.

Insomma, è un guaio.

Come si fa, quindi, a prevenire gli effetti del “social addicted“?

Si potrebbe facilmente dire che è necessaria la volontà. Basta spegnere il computer, dedicare anima e corpo ai libri e il gioco è fatto. Al contempo, però, bisogna anche disattivare le connessioni 3G/4G e Wi-Fi da iPad, iPhone e simili. E, se proprio si vuole essere rigidi con se stessi, perfino spegnere il cellulare. Sì, ci vorrebbe l’isolamento.

Una condizione non così assurda se si pensa che prima di tutte queste “invenzioni” che hanno sviluppato (e “drogato”) la comunicazione, si poteva tranquillamente chiudere i ponti con il mondo circostante, guardando il meno possibile al di là della finestra, soprattutto in estate.

Eppure, se il nostro metro di giudizio è esclusivamente il presente, fare a meno di quanto detto sembrerebbe impossibile, roba da depressione improvvisa. Non essere connessi, infatti, equivale ormai a non respirare. Non ce la possiamo fare.

E allora occorre ricorrere ai software. Sì, a strumenti terzi che letteralmente bloccano le possibilità di fuga del cervello.

Ed ecco che, prendendo spunto da quest’interessante articolo, potrebbero fare al caso vostro due APP: da un lato “Focus Lock” per mettere il lucchetto agli smartphone con sistema operativo Android; dall’altro “Focal Filter” per fare altrettanto con i computer Windows.

E di software simili ce ne sono tanti, di sicuro anche in ambiente Apple per gli appassionati di tutto ciò che comincia con la lettera “i”.

Ma lo strumento ideale per non distrarsi dovrebbe essere uno ed uno soltanto: la forza di volontà. Anche perché, com’è che si dice? Prima l’utile, poi il dilettevole… e non tentare di fare entrambe le cose: tempo perso, ve l’assicuro.

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