Le associazioni studentesche Aulett@ 99, Fare Università, Intesa Universitaria, NRG – Nuova realtà giovanile, RUM – Rete Universitaria Mediterranea, RUN Palermo – Rete Universitaria Nazionale, Studenti Universitari, UDU Palermo – Unione degli Universitari, Uni%cento e Vivere Ateneo pronte a lottare contro l’aumento delle tasse di iscrizione.

«Il 10 luglio scorso – scrivono – il CdA dell’Università degli Studi di Palermo ha emanato una delibera per cui, a partire dall’Anno Accademico 2014/2015, gli studenti vincitori o idonei di borsa di studio Ersu non saranno più esonerati dal pagamento della tassa d’iscrizione, il cui ammontare è di circa 200 euro.

Il 18 luglio una rappresentanza studentesca ha inviato una diffida legale al rettore e al CdA affinché si proceda al ritiro della delibera, ingiungendo il perseguimento di azioni processuali nel caso in cui le richieste delle associazioni universitarie non vengano accolte.

Infatti, le normative attualmente in vigore prevedono che le Università «esonerino dalla tassa d’iscrizione e dal contributo d’Ateneo tutti gli studenti idonei e/o vincitori di borsa di studio» (art. 8, comma 1, del DPCM 9 aprile 2001 e art. 9, comma 2, del D.Lgs. n. 68/2012). In seguito, alla presentazione della diffida, un parere legale è stato richiesto dall’amministrazione che, a breve, perverrà da parte dell’avvocatura di Stato».

«A nostro avviso – continuano dalle associazioni -, siamo di fronte ad una chiara scelta politica del Rettore di rimpinguare le casse dell’Ateneo a discapito degli studenti ed, in particolare, di quelli disagiati e meritevoli, nascondendosi dietro, non si sa quali, giustificazioni normative. L’attuale situazione è che coloro i quali si apprestano a fare domanda d’immatricolazione o di iscrizione ad anni successivi al primo, ancorché idonei o vincitori di borsa di studio, ritrovano fra le voci di pagamento anche la tassa di iscrizione.Il rettore anziché preoccuparsi di trasferire in tempi celeri i restanti circa 3 milioni di euro di tassa regionale (relativa all’anno accademico 13/14) all’ERSU, destinati al rimborso della tassa regionale sul diritto allo studio agli studenti idonei e vincitori ed al pagamento delle borse di studio, pensa bene di infliggere un ulteriore colpo a quegli studenti tutelati dall’art. 34 della nostra Costituzione».

«Inoltre – aggiungono – apprendiamo da mezzi di stampa, che il rettore manifesta una certa soddisfazione per il boom di iscritti all’Università degli Studi di Palermo per l’Anno Accademico 2014/2015. Ma i nuovi immatricolati che parteciperanno al bando per i servizi Ersu, sono stati informati del fatto che saranno gli unici in Italia insieme agli studenti dell’Università degli studi di Messina a non godere di un beneficio previsto dalle leggi vigenti e che trova fondamento nella Costituzione?»

«Entro il 23 settembre, data del prossimo CdA, avremo notizia sia della decisione che l’organo assumerà sia del parere legale richiesto dall’Università di Palermo. Come espresso – concludono – per mezzo della diffida, nel caso di mancato ritiro della delibera del 10 luglio, procederemo a ricorso presso le sedi giudiziarie. A tal proposito, ricordiamo che il pagamento per l’iscrizione ad anni successivo al primo può essere effettuato, senza mora, fino al 5 novembre 2014».

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