Si è svolta mercoledì 22 ottobre pomeriggio in viale delle Scienze l’assemblea degli studenti che hanno ottenuto il diritto ad immatricolarsi presso il Corso di Studi di Medicina e Chirurgia dell’Università di Palermo a seguito dei ricorsi vinti al Tar.

All’appuntamento, organizzato dall’Udu Palermo – Unione degli Universitari, era presente l’avvocato Michele Bonetti, legale di riferimento dell’associazione studentesca e promotore del ricorso con l’Udu che sta consentendo ad oltre 250 ragazzi e ragazze di immatricolarsi nel corso di Medicina del capoluogo siciliano.

Durante l’incontro sono stati chiariti tutti i dubbi in merito al travagliato percorso che stanno affrontando i vincitori del ricorso che, a pochi giorni dall’uscita dell’ordinanza tanto attesa, devono adesso fare i conti con incerte procedure di immatricolazione, problemi dei locali in cui si svolgono le lezioni e, non ultimo, un clima di ritorsione che aleggia tra docenti e nuovi colleghi.

L’Università sta moltiplicando il numero di “cattedre” per il primo anno di corso e individuando nuovi spazi che possano ospitare le relative lezioni. Alla prima lezione del nuovo canale istituito appositamente per i ricorrenti, nell’aula “concessa in prestito” tra gli spazi dell’ex Facoltà di Ingegneria decine di studenti erano in piedi a causa dell’insufficienza dei posti a sedere e ad altrettanti studenti è stato chiesto dai docenti di abbandonare l’aula perché, nonostante la sentenza sia già stata notificata, le segreterie non possono ancora aprire le procedure di immatricolazione per parte dei ricorrenti e loro, di fatto, non risultano ancora iscritti.

«Quella di Palermo e le ordinanze ricevute nelle altre sedi dei Corsi di Medicina costringono il sistema universitario a mettere in campo le risorse necessarie per garantire il diritto allo studio a tutti i giovani che scelgono di investire sulla formazione medica come quella di qualsiasi altro ambito del sapere. Qui si sta portando a compimento una battaglia costituzionale ed è finito il tempo in cui accampare scuse per nascondere gli interessi e le speculazioni che condizionano l’accesso ai Corsi di Studio in Medicina», dichiara Angelo Nuzzo, Coordinatore dell’UDU Palermo, che prosegue: «Palermo sta immeritatamente scontando la pena di un’insufficienza di strutture che dipende da una scriteriata programmazione degli accessi al livello nazionale; chi vive la nostra città sa bene che sono tanti gli spazi inutilizzati che, se sfruttati, potrebbero quasi mettere in piedi una seconda Cittadella Universitaria; quello che manca è solo la volontà politica».

Stamattina l’UDU Palermo ha anche organizzato un’assemblea con i partecipanti del test di Scienze della Formazione primaria che si sono visti precludere l’accesso dall’istituzione da parte del Ministero di una soglia minima di punteggio al test per avere diritto all’immatricolazione. «In questo caso la scelta del MIUR sta imponendo che rimangano un centinaio di posti liberi tra quelli messi a bando, questo in virtù di un punteggio minimo che costituisce un vero e proprio accanimento terapeutico nel già corrotto sistema del numero chiuso. Anche in questo caso stiamo affidando all’Avvocato Bonetti il compito di rappresentare gli studenti in un ricorso contro l’istituzione del punteggio minimo», conclude Nuzzo.

Secondo l’avv. Michele Bonetti «siamo al paradosso, l’Ateneo di Palermo lamenta un sovraffollamento ad alcuni corsi a numero chiuso come Medicina da un lato, e dall’altro è costretto a livello normativo a non immatricolare in altri corsi e a lasciare i posti vuoti. Questa è la dimostrazione che le risorse sono mal sfruttate e che e’ veramente impellente la necessità di rivedere il sistema del numero chiuso».

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