Il progetto scientifico di ricerca pluridisciplinare di Conservazione e di monitoraggio della collezione degli argenti dorati della casa di Eupolemos, ha come obiettivo di avviare un framework di indagini operative finalizzato alla tutela, alla conservazione e al monitoraggio nel tempo degli Argenti di Morgantina, inestimabile patrimonio della nostra cultura isolana, una delle testimonianze della produzione ellenistica originaria della Magna Grecia, risalente al III secolo a.C.; oggi in esposizione presso il Museo Archeologico di Aidone (EN) (Direttore Dott.ssa Laura Maniscalco).

Lo studio si inserisce nell’ambito della tutela e della valorizzazione del patrimonio artistico culturale siciliano, mettendo a servizio di metodiche tradizionali già consolidate lo sviluppo di nuove Tecniche per l’Informazione e la Comunicazione (TIC) dei Beni Culturali.

In previsione della movimentazione dei reperti e del loro trasferimento al Metropolitan Museum of Art di New York, si è ritenuto indispensabile programmare un protocollo operativo, coinvolgendo competenze specializzate in settori pluridisciplinari che garantiscano prestazioni professionali di validità scientifica e di attendibilità in termini di elaborazione dei dati acquisiti.

Il tesoro si compone di sedici oggetti di argento dorato, appartenenti ad epoche e a contesti differenti e comprende alcuni capolavori della toreutica ellenistica. Il nucleo maggiore è costituito da nove pezzi di dimensioni differenti, probabilmente destinati a simposio: due grandi coppe, una piccola brocca, un attingitoio, quattro coppe ed una tazza. Un altro gruppo, composto da quattro oggetti anch’essi di varia dimensione, ha invece probabilmente una funzione sacra: piatti usati durante i sacrifici, un piccolo altare cilindrico, contenitori per profumi ed essenze. Un medaglione con la raffigurazione di Scylla ed una coppia di corna bovine completano la collezione. I preziosi reperti si presentano decorati a sbalzo e rifiniti a cesello; si osservano raffinati elementi vegetali e figurati in argento dorato che adornano le superfici.

Nella prima fase di indagine conoscitiva si è avviata una campagna di rilevamento indiretto ad alta densità informativa con l’obiettivo di realizzare una banca dati 3D della collezione degli argenti. A trasferimento della collezione avvenuto, i dati acquisiti costituiranno un archivio digitale di supporto per le successive indagini in programmazione.

Per lo svolgimento della prima fase di indagini conoscitive, si è stipulata una convenzione tra l’Assessorato Regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana (Servizio V: “Attività e Interventi per i musei e per i Beni Culturali”) e il Dipartimento di Architettura (Darch, Direttore prof. Marcella Aprile) della Scuola Politecnica di Palermo. La convenzione, curata dal responsabile scientifico Ing. Francesco Di Paola, ha come obiettivo la realizzazione di una banca dati 3D dell’intera collezione oggetto di studio.

Il processo di indagine avviato sui modelli fisici della collezione degli Argenti Ellenistici si definisce Reverse Engineering e la tecnica impiegata è la 3D Scanning. La metodica non invasiva, non distruttiva e ad alta densità informativa si basa sull’acquisizione della posizione spaziale di punti che compongono la superficie di un oggetto fisico, restituendo un modello tridimensionale digitale con un elevato grado di corrispondenza geometrica all’oggetto reale. Il particolare sistema impiegato rientra nella categoria di scansione a luce strutturata (modello Scanner 3D impiegato: Artec Spider), cioè che ricorre alla luce come mezzo di indagine per ottenere una scansione 3D di un oggetto fisico. Il sistema si rileva particolarmente idoneo per l’acquisizione digitale di oggetti metallici riflettenti e di dimensioni contenute.

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