Riceviamo e pubblichiamo una segnalazione-denuncia di una studentessa dell’Università degli Studi di Palermo:

«Ciao a tutti, mi chiamo Jessica e sono una ragazza iscritta al secondo anno di Psicologia. Volevo segnalare una cosa che mi ha colpita negativamente riguardante l’organizzazione delle lauree.

Ad ottobre sono stata invitata ad una laurea triennale della mia stessa facoltà e dire che sono rimasta allibita dalla pessima organizzazione è poco: nessuna cura, nessuna attenzione nei dettagli, microfoni non funzionanti, ambiente scuro e tetro insomma nessuno scenario solenne.

Ho assistito ad un evento confusionario, a malapena si distinguevano i parenti e amici dai ragazzi che finalmente concludevano un lungo percorso. Sinceramente la superficialità con cui è stato NON-organizzato il tutto mi rammarica, mi rammarica aver visto ragazzi laurearsi senza aver ricevuto un minimo di considerazione e importanza nel LORO giorno più importante.

Spero che questo mio racconto possa sollecitare chi di dovere ad intervenire per una cura maggiore per le prossime lauree, che meritano sicuramente attenzione.

Potrà sembrare anche un discorso banale, di poca importanza, però sinceramente credo che tutti gli studenti debbano avere i medesimi diritti, tutti pagano le tasse e tutti devono essere ricompensati per i loro sacrifici con uno scenario dello stesso livello di altre facoltà.

4 Risposte

  1. Valentina Marino

    La non organizzazione è l’ultimo dei nei di questo sistema legato alle lauree. Vogliamo parlare della noncuranza con cui relatori e studenti redigono le loro tesi…??!! ormai la laurea è un titolo dello stesso valore del diploma, non tanto per la qualità professionale dei docenti che ci hanno formato (costretti dal sistema a regalare materie e far laureare studenti davvero poco preparati!!) quanto anche per la scarsa motivazione e impegno che noi giovani mettiamo nello studio…

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  2. alessandra

    care colleghi/e, mi sono laureata in psicologia nel lontano 1998, e già allora la situazione era disastrosa..la proclamazione venne fatta in una specie di sottoscala, e già allora erano molte le proteste a riguardo, e a quanto pare da allora nulla è cambiato.
    vorrei però aggiungere che il valore alla laurea ed al sacrificio profuso viene dato dal laureato attraverso il proprio operato.
    orgogliosa della formazione ricevuta ora io dò lustro e senso ai miei sacrifici con il mio lavoro, e , se mi concedete un pò di presunzione, io ed i miei colleghi diamo lustro, in silenzio, all’università che ci ha formato!

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  3. Francesco Pace

    Concordo pienamente con lo spirito del post, che mi pare costruttivo (anche se non comprendo bene cosa possa significare “a malapena si distinguevano i parenti e amici dai ragazzi che finalmente concludevano un lungo percorso”. Il momento della laurea va migliorato, ed anche per questo già dall’ultima sessione mi sono reso promotore di una delibera del mio dipartimento, nel quale si chiede formalmente di non organizzare più le sedute di laurea presso la sede dell’albergo delle povere. In linea con i commenti che ho letto, però, mi sento di chiedere a ciascuno studente di fare il possibile per ricordare ai propri cari che le tasse che essi hanno pagato coprono meno del 10% dei costi di una università pubblica, e che la stessa indignazione andrebbe quantomeno condivisa con le istituzioni che sembrano indifferenti al ruolo sociale e culturale che essa riveste.

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  4. alfonso

    Ihihihihi “migliorare”, cos’è……una cosa che si mangia??????? Io ho preso la laurea triennale e l’intera commissione era in pareo e prendisole!!!!!!

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