Le associazioni universitarie Udu e Rum fanno il punto della situazione dei Poli decentrati e degli Ersu siciliani e chiedono al presidente della Regione, Rosario Crocetta, di istituire un tavolo con gli studenti e l’assessore al ramo.

«Circa un anno fa – scrivono – comunicavamo attraverso una nota il nostro pensiero in merito al rischio di chiusura che pendeva su alcuni Corsi di Studio del Consorzio Universitario della Provincia di Agrigento (CUPA). La minaccia, derivante dalla modifica apportata alla convenzione su cui si basava l’esistenza dell’offerta formativa del consorzio, che portava dal 35% al 50% le spese di docenza a carico dello stesso, ha già comportato una riduzione dei Corsi previsti nell’offerta formativa con cui hanno dovuto fare i conti tanti giovani della provincia di Agrigento.

La già fragile solidità economica su cui si basa il funzionamento del polo agrigentino è oggi ancora di più minata dall’uscita dal CUPA del Libero Consorzio dei Comuni (Ex Provincia di Agrigento) che ha, per conto del Commissionario straordinario Diliberto, comunicato l’intenzione di tirarsi fuori dalla gestione del CUPA venendo meno all’impegno di sostentamento delle relative spese di funzionamento.

La Regione, pur non essendo responsabile del sostentamento dei poli universitari, ha da sempre destinato un fondo (circa 2,5 milioni di euro) per il funzionamento delle sedi decentrate dell’Università (Agrigento, Trapani e Caltanissetta) non potendo però ampliarlo a causa dell’impugnativa del Commissionario dello stato sull’ultima finanziaria regionale«.

Le associazioni spiegano poi che «oggi, ad un anno di distanza dall’ultimo allarme, il problema della sopravvivenza dei poli decentrati torna ad essere attuale, dovendo riorganizzare il funzionamento degli stessi in funzione della scomparsa delle Province, fondatrici e principali finanziatori delle sedi distaccate.

La gestione economica del polo agrigentino ha fatto accumulare non pochi debiti al consorzio, risorse che sono state fino ad ora coperte dal bilancio di UNIPA che vanta ancora crediti nei confronti del CUPA. Gli ultimi anni sono però stati momento di razionalizzazione delle spese e si è riusciti, negli ultimi tempi, a riportare i bilanci a condizioni sostenibili.

I servizi cardine legati alla garanzia del Diritto allo Studio sono, nei territori dei consorzi, triste esempio di come non si riesca ancora a garantire a pieno che mense e alloggi siano presenti e preziose per gli studenti di tutte le sedi universitarie. La mancanza di un valido dialogo con le amministrazioni locali di riferimento e le difficoltà nella gestione amministrativa dei CDA e dei Presidenti degli ERSU siciliani minano il buon funzionamento di un comparto di servizi che deve essere strategico per questa Regione».

«Adesso si tratta di prendere una scelta, decidere – continuano – se investire nell’alta formazione nella nostra regione sia possibile solo a Palermo o anche nelle province minori. Bisogna che qualcuno si faccia carico della garanzia del diritto allo studio di migliaia di giovani siciliani che non potrebbero permettersi le spese degli studi universitari lontano dalla propria città di residenza. Bisogna fare tutto ciò con la pretesa di riformare complessivamente il sistema di studi dei poli decentrati, valorizzando le risorse che offrono i territori in cui questi nascono, e implementando servizi atti a garantire il pieno diritto allo studio anche per i giovani agrigentini, trapanesi e nisseni.

Crediamo che la difficile situazione in cui versano oggi gli ERSU, i vincoli imposti dalla legge di stabilità e dalla conferenza stato-regioni ai fondi che finanziano il diritto allo studio, le difficoltà amministrative legate alla nomina dei presidenti e dei CDA degli enti, la ripartizione delle responsabilità all’indomani della scomparsa delle province, la più generale necessità di revisione dell’offerta formativa dell’Università di Palermo tutta, ci pongano di fronte all’esigenza di fare tutto il possibile perché non si debba rinunciare ad un investimento, quello sul diritto allo studio, che è di costituzionale e fondamentale importanza per dare a noi giovani generazioni la possibilità di sperare di poter costruire il nostro futuro in questa terra, per noi e per la Sicilia stessa».

Una richiesta, dunque, al presidente Crocetta. «È con queste motivazioni che chiediamo un confronto congiunto con il presidente della Regione, Rosario Crocetta, e l’assessore regionale all’Istruzione e alla Formazione, Mariella Lo Bello, con l’intento di poter contribuire con il nostro ruolo di rappresentanti degli studenti alla ricerca di una soluzione che vada nelle direzione di tutelare la sopravvivenza dei consorzi e di rinnovare la loro identità per farli diventare elementi realmente preziosi per i territori delle province, i giovani che lì hanno la volontà di formarsi e il futuro della nostra regione tutta».

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