Si è chiuso a Tunisi il progetto Aper in una giornata-evento dedicata, non solo alla presentazione dei risultati raggiunti in questi anni dai partner italiani e tunisini nell’ambito della valorizzazione e della conservazione dei siti archeologici, ma più in generale alla relazione tra lo sviluppo locale ed il patrimonio culturale.

I tratti condivisi della cultura Mediterranea, alla quale è stata interamente dedicata la giornata di riflessione e di dibattito, non solo rappresentano una comune radice di riferimento, ma assumono altresì valore di impegno e responsabilità. Un partenariato quello del progetto APER che ha rispecchiato la naturalezza delle relazioni fra le sponde del Mare Nostrum così ricche di cultura, tradizioni, suggestioni e specificità territoriali.

Ai lavori hanno partecipato tutti i partner del progetto: il Centro di Gestione del Polo Didattico di Agrigento dell’Università degli Studi di Palermo, il Consorzio Universitario della Provincia di Agrigento, l’Institut National du Patrimoine, l’Agence de mise en Valeur du Patrimoine et de Promotion Culturelle, i rappresentanti delle rispettive istituzioni, i rappresentanti del Ministero della Cooperazione Tunisino e dell’Antenna Tunisina per l’AGC oltreché numerosi esperti e rappresentanti di istituzioni pubbliche e private tunisine.

La giornata è stata un’occasione propizia sia per sottolineare i risultati raggiunti dal progetto, sia per ascoltare e riflettere sulle indicazioni pervenute dai lavori della Tavola Rotonda dal titolo “La Cooperazione culturale nel Mediterraneo. Progetti culturali di Cooperazione transfrontaliera: bilancio e prospettive” tenutasi nel pomeriggio.

Tavola rotonda che ha visto la partecipazione dei rappresentanti di altri 8 progetti finanziati dall’Unione Europea in ambito culturale in Tunisia. È emersa fra i partecipanti in maniera forte ed inequivocabile la volontà di avviare un dialogo nella prospettiva di intensificazione dei rapporti fra le istituzioni italiane e le amministrazioni tunisine condividendo il principio secondo il quale lo scambio di buone pratiche è la condizione di partenza per una collaborazione fattiva basata sulla creazione di gruppi di lavoro congiunti.

Il progetto APER chiude, dunque, con un bilancio complessivo inequivocabilmente positivo e pieno di ottimismo. Se ad Agrigento, durante la manifestazione del 28 novembre, il rappresentante dell’Autorità di Gestione ha ricordato come il progetto Aper sia stato fra i primi quattro progetti del programma Enpi Italie – Tunisie 2007/2013 ad aver concluso le proprie attività, a Tunisi i rappresentanti del Ministero della Cooperazione e dell’Antenna lo hanno definito un progetto eccellente. E’ evidente che la strada tracciata è quella giusta.

Essa va pertanto posta nella condizione di divenire irreversibile. Con questo spirito occorre adoperarsi, oggi, per assecondare gli sforzi comuni alla ricerca di un vero sviluppo sostenibile, rispettoso di un patrimonio materiale ed immateriale di cui non sarà mai sottolineato abbastanza il valore inestimabile. Dinanzi alle nuove sfide economiche e sociali che la Tunisia e l’Italia devono affrontare, l’integrazione e il partenariato transfrontaliero rappresentano sicuramente una risposta vincente.

Per quel che concerne l’attività svolta in questi anni non si può che ribadire che il valore di quanto fatto va al di là delle singole attività. Tutti i partner auspicano che possa aver un seguito fruttuoso quell’accordo di Cooperazione firmato il 12 marzo 2014 ad Agrigento in modo da costruire su solide basi nuove forme di collaborazione concrete, efficaci e durature fra l’Italia e la Tunisia, in particolare fra Agrigento e Tunisi che hanno già dimostrato di saper lavorare insieme.

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