L’Università degli Studi di Palermo dovrà rimborsare a tutti gli idonei alla borsa di studio i 219 euro della tassa di iscrizione.

È quanto deciso dal Tar, in seguito al ricorso presentato dalle associazioni studentesche contro una delibera del Cda del luglio dello scorso anno.

«Questo il risultato della battaglia che – scrivono in una nota le associazioni – abbiamo portato avanti all’indomani della delibera contestata, presentando una diffida prima e il ricorso poi e chiedendo l’annullamento del provvedimento che gravava sul diritto allo studio dei nostri colleghi più economicamente disagiati. È una sentenza che aspettavamo da quest’estate, senza la quale sapevamo che tanti colleghi avrebbero avuto forti difficoltà a potere pagare una tassa che avrebbe comportato, per loro, un aumento dell’80 percento della contribuzione studentesca».

Per gli studenti «l’auspicio ora è che questa sentenza apra margini ampi di riflessione in merito alla condizione attuale del diritto allo Studio (in Italia e nella nostra Sicilia in particolare) e alla condizione economica dell’Ateneo palermitano, ulteriormente colpito dalle recenti rimodulazione nella ripartizione del Fondo di Finanziamento da parte del Ministero».

Per concludere: «Crediamo fermamente che la direzione da intraprendere non sia l’accanimento economico nei confronti degli studenti (che fino ad oggi Unipa era stata brava ad evitare) quanto piuttosto una rimodulazione complessiva del nostro sistema universitario nazionale e locale, che passi da un attento aggiornamento delle normative interessate, da un cospicuo investimento nella formazione e nell’Università e da una sempre più ferma garanzia di potere – come prevede la nostra Costituzione – abbattere le barriere di tipo economico e sociale che impediscono a tanti giovani di sperare in un futuro migliore».

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