Il Museo Geologico Gemmellaro inaugura le tre opere di valorizzazione virtuale e multimediale realizzate grazie alla collaborazione tra l’Università degli Studi di Palermo, la Media & Service s.c. e la GEA Servizi Scientifici, nell’ambito del progetto GeoVisual. Applicazioni tecnologiche digitali per la valorizzazione e gestione innovativa delle risorse culturali del Museo Geologico Gemmellaro, finanziato dalla Regione Siciliana, assessorato dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana, attraverso gli Aiuti In De-Minimis in attuazione del Programma Operativo Fesr 2007/2013, ASSE 3 – Obiettivo operativo 3.1.2 Potenziare le filiere produttive connesse al patrimonio e alla produzione culturale e sostenere i processi di gestione innovativa della risorse culturali – Azione 3.1.2.Ad Servizi avanzati di sostegno alle imprese e ai gruppi di imprese nel settore culturale. Intervento CUP G72B11000490007-SI_1_9297.

La manifestazione avrà luogo oggi, venerdì 6 febbraio alle 17:00, nella sala delle conferenze del Museo Geologico Gemmellaro in corso Tukory n. 131. Interverranno Roberto Lagalla, rettore dell’Università degli Studi di Palermo, Antonio Purpura, assessore Regionale Beni culturali e dell’Identità Siciliana, Valerio Agnesi, direttore del Museo Geologico Gemmellaro, Gessica Riccobono, amministratore Unico Media&Services s.c., Lisa Baudino, direttore D-Wook srl.

Le tre installazioni prevedono una visita immersiva dentro un vulcano in eruzione; una proiezione all’interno della grande mandibola di uno squalo vissuto circa 20 milioni di anni fa; la narrazione multimediale della storia dei primi abitanti della Sicilia, di cui lo scheletro di Thea, una donna vissuta circa 15.000 anni fa, rappresenta la più antica testimonianza fossile.
Il percorso espositivo del Museo, che custodisce oltre 600.000 reperti, si snoda su un’area di quasi 1.000 m2 e consente di ammirare rocce e fossili che, integrati da numerosi diorami e ricostruzioni paleo-ambientali, illustrano la storia geologica della Sicilia.

Partendo dai fossili di 270 milioni di anni fa l’esposizione giunge fino ai giorni nostri, passando per le Ammoniti mesozoiche, i cristalli delle Zolfare, i vulcani della Sicilia e delle isole che la circondano, i famosi “elefanti nani” quaternari, per arrivare ai primi reperti relativi agli uomini che abitarono la Sicilia durante la preistoria.

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