Diagnosi precoce di malattie autoimmuni come diabete e celiachia nei Paesi del Mediterraneo attarverso un sistema informatico innovativo messo a punto dall’Università di Palermo.

Il progetto, chiamato Aida (sigla di Auto-Immunité: Diagnostic Assisté par ordinateur) e riconosciuto come progetto strategico internazionale finanziato dall’Unione europea, presenta adesso i suoi risultati.

La presentazione oggi, martedì 17 marzo 2015 alle 10:00 allo Steri (Sala Magna).

Parteciperanno il rettore Roberto Lagalla, l’assessore regionale alla Salute Lucia Borsellino, il sindaco Leoluca Orlando, il presidente della Regione Rosario Crocetta, il console tunisino a Palermo Farhat Ben Sohis, il coordinatore del progetto Giuseppe Raso (ordinario di Fisica applicata all’Università di Palermo), il rettore dell’Università di Tunisi, Fethi Selaouti.

Tra gli interventi, quelli di Nabil Ben Salah del ministero della Salute della Tunisia; di Linda Vancheri, assessore alle Attività produttive della Regione siciliana; di Vincenzo Falgares, direttore della Programmazione della Regione siciliana.

L’idea progettuale nasce dal gruppo di ricerca del dipartimento di Fisica e Chimica dell’Università di Palermo, che da anni svolge attività nell’ambito del supporto alla diagnosi tramite applicazioni fisico-computazionali alla medicina.

Obiettivo di Aida, il miglioramento della diagnosi delle malattie autoimmuni (Mai) realizzata tramite immuno-fluorescenza indiretta (Ifi), grazie all’installazione e alla validazione di un sistema informatico di acquisizione di immagini e di trattamento di dati. Il progetto ha consentito l’installazione di sistemi informatizzati per il supporto del test Ifi in alcuni ospedali in Sicilia e in Tunisia; lo sviluppo di collaborazioni scientifiche nell’ambito delle malattie autoimmuni tra le strutture implicate nel progetto per realizzare ricerche, corsi di formazione e studi epidemiologici.

I beneficiari del progetto sono la popolazione, che sarà sensibilizzata con campagne di massa, alla quale è assicurato un migliore e più veloce controllo per una diagnosi precoce di queste malattie; i medici che, attraverso i corsi di formazione, saranno pronti ad utilizzare nelle loro strutture i sistemi di diagnostica per immagini; il servizio sanitario, con riduzione dei costi, miglioramento delle prestazioni e riduzione dell’intervallo tra i tempi di analisi e quelli di reporting.

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