Il professore e urologo Carlo Pavone dell’Università degli Studi di Palermo ha coordinato uno studio sull’eiaculazione precoce, i cui risultati sono stati diffusi durante un congresso Eau 2015, in corso a Madrid.

In estrema sintesi, è stato appurato che il 17% degli italiani (ovvero 5 milioni di persone) soffre di questo disturbo sessuale.

Gli esperti hanno spiegato che il problema dell’eiaculazione precoce, nella maggior parte dei casi, è di tipo “primario”, che si manifesta fin dall’adolescenza e può essere superato anche con i farmaci.

Ma lo studio presentato con un poster al congresso di Madrid, coordinato, come detto, dal professore Pavone, ha evidenziato il ruolo importante che può avere la psicoterapia.

Infatti, attraverso una ricerca eseguita su 150 pazienti tra 18 e 70 anni, nel corso di 20 settimane, è stato appurato che nel caso della terapia con soli farmaci il tempo di eiaculazione è passato da 79,75 a 203 secondi, con la sola psicoterapia da 75 a 323 mentre l’unione delle due da 74,3 a 600.

In sintesi, dunque, per arginare il problema, i maschi devono unire un percorso psicologico all’assunzione di un farmaco ad hoc.

4 Risposte

  1. Vincenzo Puppo

    Attenzione, è importante: continua ancora oggi nei mass-media la campagna di “esperti” (più di farmaci…) sull’eiaculazione precoce, che invece non esiste come malattia (ma è “fisiologica” negli adolescenti: ma vogliono vendere anche a loro farmaci…), serve solo alle case farmaceutiche e a rinforzare la mentalità maschilista in uomini e donne, e io l’ho denunciato da alcuni anni, anche in riviste internazionali, vedi in BJU Int… e anche le donne devono denunciare questo business… http://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1111/bju.12128_8/full

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  2. ROSARIO

    UN COMMENTO IRONICO TANTO PER SDRAMMATIZZARE…
    SE DURARE A LUNGO E UNA COSA BUONA, PERCHE CE L’ HANNO CON I FUORI CORSO? IHIHIHIHI!

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  3. ROSARIO

    Youny,
    d’ accordo, ma la natura ironica del post era esplicitata nel testo, ed anche nel reale la voce alta puo essere usata in modo non aggressivo ma affabulativo, in fondo…

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