No, la laurea non è un “pezzo di carta”.

È l’individuazione concreta di un successo non solo personale (perché spesso c’è anche la significativa e a volte essenziale partecipazione di un’intera famiglia) che accompagnerà il dottore per tutta la vita, prescindendo da quello che verrà dopo.

È situata nella “terra di mezzo”, tra l’aspettativa e la realtà, sincretismo perfetto di conoscenza acquisita e di desiderio di applicazione.

È un vanto nei confronti di se stessi, linea d’arrivo di una corsa a ostacoli, durante la quale ogni caduta non è un fallimento ma un trampolino di lancio.

È un tributo alla forza dell’intelletto, una spugna straordinariamente elastica, capace di trasformare la nozione in azione, rinvigorendola con il talento.

E lo è e lo sarà anche se non dovesse aprire le porte della professione/passione da sempre desiderata, perché potrebbero entrare in gioco dinamiche sociali ed economiche che contrastano i sogni: la laurea, comunque vada, ha allargato gli orizzonti della tua mente in quanto, per ottenerla, hai nutrito il tuo sapere.

E lasciatevi dire tutto questo da chi, a pochi metri dalla fine, ha dovuto interrompere la sua corsa verso la meta agognata.

4 Risposte

  1. salvo

    Senza troppe chiacchere e belle parole…quando arrivate nelle aziende non sapete fare niente!!! Altro che carta secondo me un pezzo di cartone e basta! Con tutta la soddisfazione che puoi avere nel prenderla, quando ti inserisci nel mondo lavorativo si hanno seri problemi, e questo non dovrebbe accadere! Soprattutto per i laureati in economia e commercio che non sanno mettere mano ad un bilancio!!! Ci sono i grandi cervelli che vanno all estero si.. questo è vero!!! Ma l uni italiana è agli ultimi posti in europa!! Non diciamo fesserie!Oggi è un pezzo di Cartone! E ti dico che se non cambia la situazione e il sistema per l indottrinamento degli studenti in relazione alle.richieste del mondo del lavoro vi ci asciugherete il sedere! Le belle parole lasciale a casa wagliò

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  2. Martina

    Leggo solo adesso questo articolo e concordo pienamente con Walter, sul fatto che un percorso di laurea sia un’esperienza formativa, di crescita, in grado di stimolare mente e corpo dei discenti.

    @Salvo
    Mi rendo conto che, una volta terminati gli studi, noi ragazzi potremmo non essere pienamente a conoscenza di ogni singola mansione in una realtà lavorativa, mai vissuta prima di allora, ma mi permetta di porle una domanda: conosce qualcuno che sa fare tutto? Qualcuno che non ha dubbi, incertezze? Qualcuno che non ha bisogno di imparare perché ha già chiaro qualsiasi passo futuro da compiere? Se sì, mi piacerebbe tanto conoscerla questa persona!
    Tutti passiamo dall’inesperienza, tutti ci conviviamo, almeno inizialmente. Poi, però, impariamo, mettiamo a fuoco con consapevolezza i molteplici obiettivi lavorativi e andiamo avanti. La formazione dura tutta la vita, anzi: la formazione inizia ogni giorno, è un percorso continuo ed è bello così, perché così è la vita, al di là del confine tra dimensione lavorativa e individuale. Non si tratta di belle parole, ma di constazioni reali e che ci appartengono.

    Buona serata
    Martina

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  3. anto

    Concordo con Walter e condivido il pensiero di Martina! ! È vero la laurea spesso non aiuta a sviluppare mansioni pratiche e lascia i ragazzi pieni di nozioni teoriche. Ma è pur sempre un’esperienza formativa e di vita.

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