Il suo nome è Chab, sigla che sta per Center for Human Health Advanced Biotechnologies. Un nome che nasconde una scommessa sulle biotecnologie per la salute che ha portato alla creazione a Palermo, di un centro unico al mondo in grado di fornire servizi d’eccellenza al settore pubblico e privato. Il Centro, nato grazie alla concessione di un finanziamento europeo da 29 milioni di euro, è costituito da quattro laboratori integrati nei quali diverse competenze (di biotecnologi, chimici, fisici, ingegneri, medici, matematici) operano insieme per produrre conoscenze di elevato valore tecnologico, e quindi generare dei prodotti altamente competitivi per il mercato nazionale e internazionale.

La complessità della struttura e le apparecchiature di cui è fornito fanno sì che il Chab riesca a offrire all’esterno, tra i pochi Centri al mondo, la possibilità di una “filiera” che va dalla sintesi dei materiali biotecnologici fino ai test in vivo. Al traguardo la sede in viale delle Scienze, 2500 metri quadrati, con 100 apparecchiature, 30 operatori, 3 macroaree in cui sono racchiusi 12 laboratori. I lavori sul padiglione saranno completati a luglio, il Centro sarà pienamente in attività a dicembre.

Oggi la presentazione, con il rettore Roberto Lagalla; il responsabile scientifico del progetto Giulio Ghersi; i responsabili di alcuni laboratori di eccellenza: Gaetano Giammona (macro-area di materiali biocompatibili), Salvatore Feo (macro-area di biotecnologie cellulari e molecolari); Vincenzo Cavalieri (macro-area di analisi in vivo); Bruno Giuseppe Pignataro (apparecchiature speciali avanzate).

«Il Centro – spiega Ghersi, che ha maturato il progetto dopo una lunga esperienza negli Stati Uniti – permette il superamento dei limiti che ricercatori e industrie hanno finora scontato nello sviluppare le proprie competenze fino allo stadio applicativo, permettendo loro di diventare più competitivi in Europa e nel mondo occidentale e fortemente attrattivi per l’intero bacino del Mediterraneo». «L’Università di Palermo – dice Lagalla – ha saputo intercettare grazie alla qualità della sua ricerca 180 milioni di euro nella progettualità 2007-2013, il Chab è uno dei progetti di maggiore peso».

I dodici laboratori del Chab sono compresi nelle tre macro-aree. La macro-area di Materiali biocompatibili offre servizi relativi alla sintesi, lo sviluppo, l’analisi, la validazione, i trattamenti di materiali per le biotecnologie della salute umana, da quelli protesici a quelli per la rigenerazione tessutale a quelli per il rilascio dei farmaci. La macro-area di Biotecnologie cellulari e molecolari opera nella produzione e la propagazione di colture cellulari primarie e staminali, nell’analisi su larga scala di Dna, Rna e proteine, nel bioimaging molecolare.

La macro-area integrato di analisi “in vivo” con stabulario con piccoli animali e zebrafish consente test su farmaci, biomateriali, biomarcatori e radio farmaci, analisi funzionali per produzione di colture primarie da organismi transgenici e analisi di imaging 3D sia tramite NMR che luminescenza, fluorescenza e raggi X.

Il Chab si rivolge a imprese di materiali, protesi e supporti biomedicali; a centri di ricerca e innovazione sulla salute umana; a centri che svolgono attività di biosensoristica e di biomateriali; a centri di bio-tech; a strutture ospedaliere, laboratori farmaceutici, centri di analisi. Ed è in grado di offrire servizi abbattendo i costi di circa il 30 per cento rispetto ai competitors europei e mondiali.

(Foto di Igor Petyx)

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