Dal cielo, dalla terra, macchinerie, collezioni. Questo il nome della mostra organizzata dal SiMua, il Sistema museale dell’Università di Palermo, che sarà presentata oggi, venerdì 15 maggio alle 11:30 presso la Sala delle Armi dello Steri. Un viaggio nella storia e nella scienza attraverso gli strumenti che hanno fatto la storia dell’Isola.

C’è il telescopio con cui il principe Giulio Fabrizio, bisnonno di Tomasi di Lampedusa, osservava il cielo dalla sua Specola a Villa Lampedusa per cercare le comete e osservare le eclissi. C’è il calco dell’elefante nano vissuto nel Pleistocene in Sicilia, quando i grandi animali si adattarono alle dimensioni dell’Isola.

C’è il plastico di legno del Gymnasium dell’Orto Botanico e l’ampolla che contiene il campione di cotone che proviene dalle coltivazioni sperimentali dell’Orto. C’è una testa di ceroplastica della metà del XIX secolo, arte che ebbe in Sicilia un esponente di rilievo internazionale: Gaetano Giulio Zumbo, siracusano del XII secolo, con molteplici epigoni in Italia e in Francia.

Per l’occasione, ingresso gratuito al complesso monumentale dello Steri, al museo di zoologia Doderlein, al Museo geologico Gemmellaro, al Museo storico dei motori e dei meccanismi (qui solo su prenotazione, allo 091/2389726).

La mostra, aperta fino al 7 giugno dalle 10:00 alle 18:00. Per il rettore, Roberto Lagalla, si tratta di «un patrimonio che abbiamo messo in rete grazie alla creazione del SiMuA, che abbiamo valorizzato attraverso iniziative e Festival, e che continua a crescere grazie ai lavori di imminente realizzazione, come il restauro del soffitto della Sala Magna, il recupero della Sala delle Verifiche allo Steri già in corso, la riqualificazione dell’ex convento della Martorana in via Maqueda».

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