Prestigioso riconoscimento al meeting internazionale della Società Inglese di Cardiochirurgia e Chirurgia toracica (SCTS), tenutosi il 25-27 Marzo 2015 a Manchester (UK). Il talk e il poster dal titolo Sporadic Ascending Aortic Aneurysm: Is it the Diameter of Ascending Aorta a Good Criterion for Surgical Indication? si aggiudicano il premio Bob Bonser in onore del famoso cardiochirurgo inglese Robert Stuart Bonser, uno dei pionieri dello studio della patologie dell’aorta, morto lo scorso 29 Ottobre 2012.

La dottoressa Linda Pisano, cardiochirurgo presso l’Unità Operativa di Cardiochirurgia dell’Università di Palermo, ha presentato i recenti dati ottenuti da un’ intensa e continua attività di ricerca, che ha visto impegnati la dottoressa Carmela Rita Balistreri, Ricercatore di Patologia presso il Dip. Dibimed, per la caratterizzazione dei meccanismi molecolari, cellulari e dei fattori genetici e le loro implicazioni nella fisiopatologia e suscettibilità degli aneurismi dell’aorta ascendente (AAA), il professore Giovanni Ruvolo e la dottoressa Linda Pisano per la l’aspetto clinico e chirurgico.

I risultati ottenuti hanno permesso di identificare nei pazienti affetti da aneurismi dell’aorta ascendente (AAA) tre fenotipi istologici (I, II, III). Il fenotipo III (caratterizzato da elevata degenerazione mediale cistica, apoptosi plurifocale mediale, e incrementati livelli di metallo proteinasi- 9) era significativamente il più rappresentato tra i campioni bioptici aortici e correlava significativamente con la severità della degenerazione mediale e con i fattori di rischio (smoking, ipertensione, ed età), ma non con l’aumento del diametro dell’aorta. Il fenotipo III potrebbe, quindi, rappresentare il tipico fenotipo associato ad AAA nei soggetti anziani, che hanno un maggiore rischio di rottura e dissezione indipendentemente dal diametro dell’aorta.

Tra l’altro, i pazienti con fenotipo III mostravano: una maggiore frequenza di polimorfismi genetici (-786T/C eNOs, D/I ACE, -735C/T MMP-2, -1562C/TMMP9 and +896A/GTLR4 SNPs) in candidati geni di cascate del segnale associate a disfunzione endoteliale e rimodellamento dell’aorta; significativi livelli circolanti di mediatori infiammatori; un significativo infiltrato di cellule infiammatorie; più corti telomeri e più ridotte quantità di telomerasi. La traslazione clinica dei dati ottenuti porterebbe a suggerire che verosimilmente il diametro dell’aorta non rappresenti il parametro più opportuno da considerare per l’indicazione chirurgica, come indicano ancora le attuali linee guida.

Nuovi e più appropriati parametri come indicatori di intervento chirurgico potrebbero essere rappresentati dalla struttura della parete aortica e dall’assetto genetico di ciascun individuo, come evidenziano i dati dei nostri recenti studi. La premiazione del gruppo di ricerca avverrà a Birmingham il prossimo marzo 2016 in occasione del successivo meeting internazionale della Società Inglese di Cardiochirurgia e Chirurgia Toracica.

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