Martedì 9 giugno si è svolta una seduta del Consiglio di Amministrazione chiamato, tra gli altri punti, a discutere in merito all’esonero dalla tassa d’iscrizione in favore degli studenti bisognosi e meritevoli, come disposto dalla sentenza emanata dal TAR in seguito al ricorso presentato da studenti e associazioni universitarie.

La sentenza del tribunale amministrativo ha accolto il ricorso annullando la delibera di luglio in cui il CdA privava circa 10 mila studenti dell’esonero dalla tassa d’iscrizione di 219 euro. Le associazioni studentesche in una nota sostengono che «nonostante il provvedimento il rettore Lagalla ha deciso di presentare alla seduta una proposta di delibera in cui si prevede di concedere il rimborso ai soli studenti appartenenti alla fascia zero (tra quelli idonei o vincitori della borsa di studio), restringendo così la platea dei rimborsati a non più di 2000 studenti. Solo in funzione di ulteriori disponibilità di bilancio, così ha specificato il Magnifico, si potrà valutare di estendere il rimborso anche agli studenti della fascia 1 (che sono comunque un altro migliaio al massimo).

L’amministrazione d’Ateneo ha inoltre elaborato il criterio di esonero dalla tassa d’iscrizione per il prossimo anno accademico prevedendo un’ulteriore diminuzione della quota di studenti beneficiari: ne usufruiranno solo gli studenti vincitori o idonei della borsa di studio ERSU, che appartengano alla classe contributiva zero, in possesso dei crediti formativi universitari corrispondenti a quelli chiesti dall’ERSU e con una media dei voti pari a 24».

Durante la seduta, come già avvenuto durante una precedente discussione con l’amministrazione, i rappresentanti degli studenti hanno espresso la loro contrarietà a qualsiasi proposta che non prevedesse il rimborso collettivo di tutti i 10 mila studenti idonei alla borsa di studio.

Sara Pizzillo e Marco Tirone, rappresentanti degli studenti in CdA, «hanno ostinatamente esposto – continuano le associazioni – durante la seduta le ragioni degli studenti e le loro perplessità sull’operato del CdA ma, nonostante abbiano votato contrari alla proposta, questa è passata con la maggioranza dei voti favorevoli.

Non possiamo considerare questa come null’altro se non una palese volontà da parte di UNIPA di fare cassa attraverso la tassazione studentesca, di farlo gravando proprio sulle tasche degli studenti idonei al conseguimento della borsa di studio che più necessitano delle garanzie di un sano diritto allo studio».

Le associazioni di studenti concludono che «il nostro dialogo con l’amministrazione è voluto essere serio e rispettoso della parti, contribuendo in modo positivo alla più ampia discussione sulla determinazione delle tasse. Non possiamo accettare però di mediare su una scelta che è irresponsabile oltre che illegittima.

Nel ribadire una contrarietà di principio rispetto ad una scelta irrispettosa dei criteri costituzionali in materia di diritto allo studio, ci teniamo a precisare che riteniamo insufficiente l’azione amministrativa di UNIPA in ottemperanza alla sentenza del tribunale amministrativo, convinti inoltre che non sia legittimo regolamentare a Giugno le fattispecie di esonero per studenti che hanno sottoscritto la loro iscrizione a settembre 2014».

Per concludere: «È con queste motivazioni che continueremo a percorrere tutte le strade possibili per garantire che siano rimborsati tutti gli studenti che quest’anno sono stati costretti ingiustamente a pagare la tassa d’iscrizione e per lavorare nella direzione di un esonero il più ampio possibile per i prossimi anni accademici.

La tutela del diritto allo studio non deve e non può piegarsi a ragioni economiche o diventare causa di “scaricabarile” politici, di fronte alla sordità delle istituzioni a tutti i livelli noi rappresentanti continueremo ad impegnarci ed unirci per difendere un diritto che siamo convinti debba essere di tutti gli studenti».

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