Il Distretto Tecnologico Agrobiopesca di Palermo ha raccolto e sta analizzando le idee più innovative su cui investire: 183 proposte – nei comparti agroalimentare e ittico – che così diventano le azioni su cui il distretto punterà per partecipare ai bandi per accedere ai finanziamenti previsti con la programmazione 2014-2020.

Una vera e propria chiamata a raccolta che ha coinvolto diverse aziende siciliane, le Università di Palermo, Catania e Messina, i principali centri di ricerca isolani, tra i quali alcuni istituti del Cnr e l’Istituto Zooprofilattico.

Il percorso di consultazione iniziato con la “Call for Ideas”, lanciata dal Distretto Agrobiopesca lo scorso marzo e conclusasi a maggio, è stato presentato questa mattina nell’Aula Magna della Scuola Politecnica dell’Università di Palermo, nel corso del convegno “Verso la strategia 2016-2020 del Distretto Tecnologico Agrobiopesca”.

«Siamo riusciti a mobilitare il sistema imprenditoriale, quello della ricerca e quello delle istituzioni, con un unico obiettivo comune: tracciare una roadmap che ci consenta di pianificare le sfide che dovremo e vorremo affrontare nel futuro, in vista di uno sviluppo tecnologico condiviso e soprattutto da mettere al servizio del territorio – spiega il professore Mario Enea, presidente del Distretto Tecnologico Agrobiopesca –. Il nostro obiettivo, infatti, è far convergere le esigenze del mercato con l’innovazione nel campo agroalimentare e della pesca».

Su un totale di 183 idee innovative analizzate, 49 sono quelle presentate dal Cnr, 43 dall’Università di Palermo, 38 dall’ateneo di Catania, 19 da imprese siciliane, 11 dall’Università di Messina e altrettante dall’Istituto Zooprofilattico. Hanno presentato proposte anche altri soggetti, tra cui alcuni consorzi regionali dell’assessorato dell’Agricoltura, dello sviluppo rurale e della pesca mediterranea.

La maggior parte delle proposte si sviluppa su tre ambiti che ben si sposano con quello stile di vita sempre più ricercato dai consumatori e che si muove in direzione di un’alimentazione sana, basata su prodotti genuini e il meno possibile raffinati, in grado dunque di accorciare i passaggi della filiera produttiva: la “Produzione alimentare sostenibile e competitiva”, con 32 idee selezionate; la “Salute e il benessere lungo l’intero ciclo di vita”, con 31 progetti di ricerca; e i “Processi produttivi per una migliorata qualità degli alimenti”, con 29 proposte di lavoro.

Gli altri tre ambiti di azione, invece, riguardano la “Sicurezza alimentare”, l’“Utilizzo e la valorizzazione di biomasse da produzioni agroalimentari” e la “Blue Growth: sbloccare il potenziale delle risorse acquatiche viventi”.

«Esprimo massimo apprezzamento per l’iniziativa promossa dal Distretto Tecnologico Agrobiopesca perché si muove nella direzione di coniugare le esigenze del mercato con la ricerca tecnologica e l’innovazione nel campo agroalimentare e della pesca – commenta Nino Caleca, assessore regionale dell’Agricoltura, dello sviluppo rurale e della pesca mediterranea –. La sfida con il mercato globale si vince affermandosi con prodotti innovativi, sani, biologicamente certificati e che abbiano un valore aggiunto in termini di qualità e sicurezza del prodotto, di competitività, di sostenibilità anche rispetto alle risorse ambientali, di tutela del consumatore. L’unione delle Università siciliane, delle aziende, del Cnr, del Parco Scientifico non può che andare nella direzione di garantire standard elevati per la qualità della ricerca applicata».

Ad essere state coinvolte nel coordinamento dei sei tavoli di consultazione, infatti, anche sei imprese siciliane: Manfredi Barbera & Figli spa, Envi.Se.P srl, Dais spa, AAT spa, Acqua Azzurra spa e F.lli Damiano&C. srl.

L’incontro di oggi, inoltre, è stato anche l’occasione per presentare il nuovo Comitato tecnico scientifico del Distretto Tecnologico Agrobiopesca, di recente insediamento. A farne parte sono: Antonino Felice Catara, già presidente del Parco scientifico e tecnologico della Sicilia; Calogero Di Bella, dirigente veterinario dell’Istituto Zooprofilattico sperimentale della Sicilia “A. Mirri”, attualmente direttore dell’area di Sorveglianza Epidemiologica; Antonio Manganaro, professore associato presso il dipartimento di Scienze biologiche e ambientali dell’Università degli Studi di Messina; Arrigo Pareschi, professore ordinario presso l’Università degli Studi di Bologna, dipartimento di Ingegneria delle costruzioni meccaniche, nucleari, aeronautiche e di metallurgia; Agatino Russo, professore ordinario di Entomologia generale e applicata presso il dipartimento di Agricoltura, alimentazione e ambiente (Di3A) dell’Università di Catania.

E ancora Francesco Salamini, già presidente dell’Istituto Agrario San Michele all’Adige e della Società italiana di genetica agraria, coordinatore del programma nazionale “Tecnologie avanzate” del Ministero dell’Agricoltura, è attualmente socio di prestigiose istituzioni come l’Accademia nazionale dei Licei, l’Accademia europea di Londra, la Max-Planck Gesellschaft di Monaco, l’Accademia nazionale di Agricoltura di Bologna, l’Accademia dei Georgofili; e Massimo Spagnolo, già professore associato presso la Facoltà di Economia dell’Università di Salerno dove ha insegnato Microeconomia ed Economia della Pesca e dell’Acquacoltura, dal 1982 è direttore dell’Irepa onlus, l’Istituto ricerche economiche per la pesca e l’acquacoltura.

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