È stata la festa dell’Università di Palermo e delle sue “eccellenze”, ovvero dei 289 giovani che hanno completato il XXV ciclo e sono stati proclamati Dottori di Ricerca nel corso di una cerimonia, nella sede istituzionale del Parlamento siciliano, a Palazzo dei Normanni.

A fare gli onori di casa il vice presidente vicario dell’Assemblea Giuseppe Lupo, il quale ha dichiarato: «I giovani sono una nostra risorsa della nostra Regione e non possiamo pensare di superare questa crisi che perdura da otto ani in Sicilia, senza potere utilizzare queste importanti competenze».

Presenti il rettore Roberto Lagalla, i 39 coordinatori dei dottorati attivati a Palermo e le Autorità accademiche e istituzionali, tra cui il Ministro dell’Interno Angelino Alfano, il sottosegretario del Miur Davide Faraone, il card. Paolo Romeo, il prefetto Francesca Cannizzo e il prof. Fabrizio Micari.

«Solo 7 su 100 giovani ricercatori entrano all’Università – ha affermato il rettore Roberto Lagalla – si tratta di un meccanismo di reclutamento da rivedere e da implementare, ma restano favoriti nelle prospettive occupazionali: il 91,5 per cento del ciclo 2010 e il 98 per cento del ciclo 2008 sono oggi occupati, con differenze oscillanti tra l’87 per cento e il 97 per cento, rispettivamente nelle aree delle discipline umanistiche e di ingegneria ed informatica».

Il rettore nella sua relazione ha evidenziato che a fronte di una così intuibile evidenza, si registra in Italia un investimento/PIL in alta formazione e ricerca (10 per cento dal 2009 ad oggi: circa 900 mln) pari al 1,1 per cento (media UE 1,7 per cento), con contestuale invecchiamento (solo 12 PO Significativo quanto espresso dal prof. Giacomo De Leo, pro-rettore alla Ricerca, incaricato del coordinamento delle attività dei Delegati alla ricerca e del raccordo funzionale con il Consiglio Scientifico di Ateneo, il quale ha definito il settennato del rettore Roberto Lagalla «un arcobaleno indice di energia, forza e vitalità che ha conferito una spinta notevole alla ricerca in un momento molto difficile per il nostro Paese».

Per il delegato alle attività connesse alla regolamentazione e al funzionamento dei dottorati di ricerca Aldo Schiavello: «È un giorno importante per il nostro Ateneo perché questi giovani hanno raggiunto una preparazione di altissimo livello e meritano di continuare il percorso accademico, oppure approdare in altri ambiti lavorativi».

Nel suo intervento il ministro Alfano ha assicurato che questi giovani dottori di ricerca avranno un percorso privilegiato per l’ingresso nel mondo della scuola e per l’inserimento nella Pubblica amministrazione. Poi ha aggiunto che le Università del Sud pagano un gap nel contesto economico e sociale.

«I laureati siciliani non hanno nulla da invidiare agli altri laureati delle università italiane, dobbiamo batterci perché i fondi europei vadano sempre più nel sistema università-impresa che è l’unica chiave di volta che può dare un respiro e una prospettiva al nostro sistema economico e produttivo, per questo dobbiamo evitare la fuga di cervelli che provoca un danno economico alla Sicilia».

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