C’è anche una novità universitaria nel ddl di riforma della Pubblica Amministrazione, approvato ieri dall’Aula del Senato con 145 voti favorevoli, 97 contrari e nessun astenuto.

In pratica, per entrare nella Pubblica Amministrazione sarà sempre necessario vincere un concorso pubblico ma viene abolito il requisito del voto minimo di laurea per parteciparvi.

Scopo di ciò è attribuire maggiore importanza alla valutazione in sede di concorso.

Altra novità sarà la presenza di un test sulla conoscenza della lingua inglese.

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