Un mese di lezioni e attività a supporto dei nuovi arrivati. È così che a luglio gli iscritti al Master dell’Università di Palermo hanno insegnato lingua italiana ai bambini figli di migranti che si sono stanziati in città. Fino alla fine di agosto, inoltre, potranno vivere la stessa esperienza di tirocinio con classi formate da minori stranieri non accompagnati, giovani sbarcati senza famiglia sulle coste italiane. Le lezioni si rivolgono ai minori della Scuola di Lingua italiana per Stranieri e ai figli delle donne che sono state inserite, durante lo scorso inverno, nei corsi gratuiti della Scuola ItaStra dell’Ateneo.

Realizzato nell’ottica della collaborazione tra Scuola e Master, il tirocinio consente di continuare il percorso di integrazione linguistica che da anni ItaStra porta avanti. Gratuitamente, dopo aver accolto nelle sue aule donne, adulti e minori stranieri non accompagnati, adesso ha scelto di posare l’attenzione sui figli di migranti della città, futuri cittadini di Palermo.

Così è stato creato un corso di lingua italiana per 11 bambini tra i 5 e i 10 anni, figli delle donne migranti che hanno partecipato a I Saperi per l’Inclusione finanziato dal Fondo europeo per l’integrazione dei cittadini terzi. Il progetto ha coinvolto più di 100 mamme in corsi di italiano, di taglio e cucito, di formazione civica e sanitaria.

Il percorso di inclusione linguistica continua adesso con appositi programmi pensati per i loro figli e affidati a docenti che si stanno formando per questo specifico profilo professionale.
«Durante gli incontri, bisettimanali e di due ore e mezza ciascuno, i piccoli vengono impegnati in attività ludiche che incrementeranno la loro conoscenza delle lingua e la loro capacità di comunicare» spiega la professoressa Adriana Arcuri, coordinatrice del Master.

Altri studenti del Master, invece, saranno impegnati per tutta l’estate in un’altra attività simile ed indirizzata ai minori stranieri non accompagnati.

«Il lavoro dei docenti in formazione del Master rientra nel loro progetto di tirocinio, che punta a sviluppare diversi profili professionali: esperti nell’insegnamento della lingua di scolarizzazione per i bambini, nell’insegnamento della lingua straniera e nella lingua seconda per utenti fragili – continua la professoressa Arcuri – La finalità di questo particolare progetto realizzato in sinergia con la Scuola è altamente formativa e permette ai tirocinanti, sotto supervisione, di avere la responsabilità di interi percorsi che pensiamo di ripetere a settembre, accordandoci con scuole secondarie di primo grado della città».

Altri minori non accompagnati, inoltre, sono stati inseriti nelle classi della Summer School 2015, corso intensivo di lingua e cultura italiana che richiama ogni anno in città studenti, dottorandi e professionisti provenienti da tutto il mondo. Durante la Summer, i corsisti del Master svolgono un tirocinio osservativo. Così, accanto a studenti asiatici o americani, siedono anche giovani che hanno attraversato il deserto ed il Mediterraneo senza parenti, affrontando da soli i drammi di un viaggio così difficile e rischioso. Ma ce l’hanno fatta. A loro, sopravvissuti alle innumerevoli stragi dei barconi, continua a rivolgersi la Scuola che ha anche pubblicato di recente un volume a loro dedicato, Dai barconi all’università.

Per continuare a seguire le attività del Master cliccate qui. Per continuare a seguire le azioni di integrazione linguistica della Scuola qui.

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