Sono appena tornati da Bruxelles ma hanno già voglia di ripartire. Lamin e Yusupha sono alcuni dei più di 300 minori stranieri non accompagnati che la Scuola di Lingua italiana per Stranieri ItaStra dell’Università di Palermo ha scelto di inserire gratuitamente all’intero delle proprie classi. E per tre settimane, durante il mese di luglio, hanno avuto la possibilità di raggiungere una delle principali capitali europee, sede del Parlamento europeo, per partecipare al progetto di mobilità Erasmus Plus.

Insieme a loro altri due giovani studenti della Scuola, Eunus e Sadik, anche loro giunti in Italia senza famiglia. Dopo aver studiato per diversi mesi lingua e cultura italiana tra le aule di ItasStra, dopo aver conseguito la licenza media ed aver sostenuto l’esame Cils (Certificazione di italiano come lingua straniera dell’Università per Stranieri di Siena), i quattro ragazzi sono stati selezionati per partecipare al progetto che gli ha permesso di partire per un viaggio fortemente formativo.

«Non sapevo cosa fosse l’Unione Europea – dice Lamin, 19 anni e nato in Senegal – Adesso, invece, ho capito cosa sono gli stati membri ma soprattutto come poter trovare lavoro. Da tre anni sono a Palermo e ho capito che qui non c’è possibilità per trovare un’occupazione. Ma io non ho voglia di stare fermo e di continuare a vivere in una comunità. Voglio crescere, trovare un lavoro tutto mio».Br

Proprio la voglia di trovare al più presto un impiego aveva portato Lamin a non apprezzare del tutto, inizialmente, l’opportunità che gli era stata data: un viaggio speciale che lo avrebbe portato in una città a lui sconosciuta e che gli avrebbe permesso di conoscere suoi coetanei provenienti da tutto il mondo.

«Quando ho saputo di essere stato selezionato non ero molto contento. Pensavo si trattasse di una perdita di tempo. Andare via per tre settimane mi avrebbe impedito di continuare a cercare lavoro – spiega – ed invece è stato molto utile. Ho scoperto una città che mi piace molto e durante gli incontri in aula ci hanno spiegato che l’Ue ha un portale che permette ai giovani di poter trovare un impiego. E penso che mi registrerò in questo sito. Voglio andare via».

Infatti, grazie ad appositi workshop, Lamin e i suoi amici hanno potuto sviluppare l’autodeterminazione lavorativa ed imprenditoriale, seguendo anche incontri volti a favorire sentimenti di appartenenza verso Europa e ad per ampliare le esperienze culturali in un’ottica che spinge ad apprezzare la diversità all’interno di una dimensione internazionale. L’esperienza di scambio è stata riconosciuta a livello europeo con la consegna, a tutti i partecipanti, della certificazione Youthpass, utile per il futuro formativo e lavorativo e che attribuisce anche crediti formativi.

Per Lamin, il viaggio a Bruxelles non è stato solo un momento per conoscere le possibilità di inserimento lavorativo di cui l’Europa è ricca, ma gli ha fatto anche scoprire una nuova passione: quella per la lingua francese. Oltre alla sua lingua madre, Lamin ha studiato nel suo paese natio anche l’inglese. Per far questo, e per evitare il francese, si era anche spostato nel paese dei nonni materni, il Gambia. “Era una lingua che non mi piaceva per niente ma a Bruxelles ho scoperto che è molto bella. Inizierò presto a studiarla”.

Yusupha, 20 anni, viene dal Gambia ed è tornato da Bruxelles carico di entusiasmo. Lo stesso con cui è salito sull’aereo all’inizio del mese di luglio.

«Ero molto contento di partire e a Bruxelles mi sono trovato benissimo – racconta – Abbiamo conosciuto giovani provenienti dagli Usa, dal Canada, dal Portogallo, dalla Spagna, dalla Romania e dalla Turchia. Inoltre abbiamo avuto l’opportunità di incontrare l’ex ministro dell’integrazione Kyenge, adesso al Parlamento europeo e che è passata a trovarci insieme ad altri politici e deputati. Ma, soprattutto, ho capito che posso cercare lavoro anche negli altri paesi. E perché no, anche a Bruxelles».

Ma per il momento i progetti di Yusupha sono tutti da realizzare a Palermo. «Ho appena conseguito la licenza media che mi permetterà, a settembre, di iniziare l’istituto alberghiero». Una delle sue grandi passioni è infatti la cucina. Il suo sogno: diventare cuoco. Per questo ha già iniziato a cimentarsi con piatti tutti italiani preparando anelletti a forno, parmigiana e pasta con salmone, le sue pietanze preferite. Ma non dimentica i sapori e gli odori del suo paese d’origine. «Sì, so cucinare anche i piatti che faceva mia madre».

E dopo il diploma? «Se non troverò un lavoro qui andrò via, in altri stati europei – dice – Sarebbe bello poter frequentare l’università a Bruxelles. Bisogna avere coraggio nella vita. Il coraggio di partire e di andare via». E Yusupha, il coraggio per inseguire i suoi sogni, lo ha già avuto una volta, lasciandosi alle spalle le coste dell’Africa del Nord. Adesso è pronto a una nuova sfida.

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