In Europa il dibattito sul tema migranti si concentra sul sistema delle quote per Paese europeo e sui fondi da stanziare per fronteggiare l’emergenza.

Esistono invece ambiti, come la scuola, l’università e il mondo dell’educazione degli adulti, che attraverso Erasmus+ stanno sviluppando progetti volti all’apertura, all’accoglienza, all’integrazione sociale e all’equità.

«La sensibilità di un Paese nei confronti dei flussi migratori – dichiara Flaminio Galli, direttore dell’Agenzia nazionale Erasmus+ Indire – si misura anche da attività come queste, che avvengono fra i banchi delle nostre classi, nelle aule delle facoltà italiane e nelle sedi degli istituti che si occupano di educazione degli adulti».

«In questo senso – aggiunge la coordinatrice dell’Agenzia Sara Pagliai – in Italia grazie ai progetti Erasmus+ il mondo dell’istruzione a tutti i livelli dimostra forte interesse e desiderio di sviluppare attività concrete per l’inclusione degli immigrati presenti sul territorio e per una maggiore equità».

Nei Partenariati strategici – progetti che prevedono la cooperazione fra istituti di almeno 3 Paesi europei – sono numerose le iniziative avviate lo scorso anno dedicate al tema dell’immigrazione; fra queste, Stop Discrimination, Start Unification del Liceo Scientifico “Vecchi” di Trani.

Il progetto si sviluppa con scuole tedesche, turche e polacche e affronta le problematiche legate alla discriminazione in tutte le sue forme: anagrafiche, sociali, economiche, razziali e di genere.

Scopo ultimo, una formazione innovativa e complementare a quella tradizionale, che intende formare le nuove generazioni in un clima multiculturale e libero da pregiudizi e provincialismi di ogni genere.

Con eTwinning, un gemellaggio elettronico fra istituti scolastici dal titolo Nous sommes citoyens de l’Europe! realizzato dal prof. Vincenzo Marturano con una classe della scuola media “Foresti di Conselice” di Ravenna, si approfondisce il tema della migrazione dei popoli, coinvolgendo varie discipline: storia, educazione alla cittadinanza, geografia, arte, musica, italiano e tecnologia.

Le attività sono finalizzate a comprendere le ragioni dell’immigrazione per meglio tollerare, accogliere ed integrare i ragazzi, le ragazze e le famiglie che arrivano durante il corso dell’anno da quelle terre che non offrono più nulla per il loro avvenire.

Valorize High Skilled Migrant è un progetto coordinato dalla Fondazione Casa di Carità Arti e Mestieri Onlus di Torino rivolto a migranti adulti con competenze professionali medio-alte, che faticano a entrare nel mondo del lavoro o riescono ad accedere solo a posizioni lavorative molto al di sotto delle proprie possibilità.

Le attività prevedono lo sviluppo di competenze chiave, ad esempio linguistiche, e capacità di avviare microimpresa; fra i prodotti finali del progetto, anche lo sviluppo di un modello di promozione e autopromozione verso le aziende con l’utilizzo dei principali social media e del video curriculum.

Sul fronte universitario, l’anno accademico che sta per iniziare sarà caratterizzato da una piccola rivoluzione.

Gli atenei italiani ed europei accoglieranno studenti Erasmus provenienti da ogni angolo del Pianeta. Per l’Italia questo significa ricevere principalmente studenti del Mediterraneo: saranno 399, provenienti da Algeria, Egitto, Israele, Giordania, Libano, Marocco (che è il Paese che invia più studenti, 82), Palestina, Siria e Tunisia. Gli atenei con il maggior numero di ragazzi provenienti da quest’area sono l’Università di Messina con 84 studenti, seguita da “La Sapienza” di Roma e l’Università di Palermo.

Si parlerà di migranti, donne, diritti e cittadinanza attiva anche nell’ambito del prossimo seminario EPALE, la piattaforma elettronica europea dedicata all’educazione degli adulti, in programma a Roma il 7 ottobre.

Quali possibilità formative per prevenire la violenza di genere, per rafforzare la consapevolezza e l’inclusione? Ne discuterà a Roma il team EPALE Italia insieme alle associazioni nazionali di settore.

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