Un sospiro di sollievo per tantissime prossime matricole universitarie palermitane in corsa contro il tempo per reperire la certificazione Isee entro il 30 settembre. Il rettore dell’ateneo del capoluogo si è infatti impegnato a cercare di spostare in avanti quella data, fissata come termine perentorio per l’immatricolazione in numerosi corsi di laurea.

I ritardatari che avrebbero mancato la perentoria scadenza di fine mese, senza produrre l’Isee al momento dell’iscrizione, infatti, – come si legge nel bando di accesso – sarebbero stati inseriti d’ufficio nella classe contributiva più alta.

«Il rettore Lagalla, che abbiamo contattato – afferma il capogruppo del M5S all’Ars, Giorgio Ciaccio – si è dimostrato molto disponibile, tant’è che ha assicurato che verificherà la situazione, impegnandosi a correre incontro alle esigenze delle famiglie».

Ad innescare la richiesta di proroga del Movimento 5 stelle sono state le numerose segnalazioni pervenute al gruppo parlamentare da studenti, pronti, addirittura, a rinunciare alla carriera accademica, in caso di iscrizione tardiva, perché impossibilitati a sostenere una spesa, che probabilmente avrebbe mandato in tilt i conti della famiglia.

«Molti studenti – dice Ciaccio – sono rimasti spiazzati nell’apprendere che per avere il certificato Isee avrebbero dovuto aspettare anche dieci giorni. Un tempo lunghissimo, se si considera che parecchi di essi hanno conosciuto il risultato dei testi preliminari appena qualche giorno fa, praticamente fuori tempo massimo. È vero che il bando sollecitava espressamente gli studenti a provvedere per tempo al reperimento dell’Isee, ma non si può non tenere conto dell’inesperienza di questi giovani che rischiano di prendere la prima sonora batosta dalla vita al primissimo appuntamento con la burocrazia».

Lo sforamento della data di scadenza, infatti, non sarebbe un dettaglio. «L’iscrizione oltre il 30 settembre – spiega Ciaccio – non avrebbe comportato una mora di poche decine di euro, tutto sommato sostenibile, ma una scarto in avanti nella scala di tassazione veramente notevole, cosa che in questo momento per alcuni è insostenibile».

Una eventualità che dovrebbe essere alle spalle, stando all’impegno assunto dal rettore. «Ringraziamo tantissimo il magnifico rettore – dice Ciaccio – e sollecitiamo chi di dovere ad adoperarsi per perseguire pratiche incentivanti allo studio. Spesso abbiamo invece la sensazione che si voglia procedere in senso diametralmente opposto.

Non si capisce, infatti, perché le rate debbano essere solo due e non di più, spalmate nell’intero anno accademico. Non si capisce, inoltre, il perché di questa frenetica corsa all’incasso. Metà, fine ottobre, sarebbe stata una scadenza più accettabile e non penso che avrebbe mandato in bancarotta l’ateneo».

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