Ieri mattina intorno alle 10:00 un gruppo di studenti ha organizzato un’azione simbolica di protesta contro il nuovo calcolo ISEE esponendo uno striscione dalle scale degli uffici accanto alla Segreteria, con scritto Siamo diventati ricchi e non lo sapevamo! Studenti contro il nuovo ISEE.

A comunicarlo sono gli stessi studenti.

«L’azione – scrivono – mette a critica i nuovi criteri utilizzati per l’elaborazione del calcolo ISEE riguardante l’università imposta dal governo Renzi nel decreto Salva Italia che rende sistematicamente i redditi più alti nonostante nella pratica essi rimangano invariati. I nuovi parametri infatti prevedono che nel calcolo del reddito vengano considerati come “ricchezza” beni mobili e immobili, agevolazioni fiscali, qualunque tipo di indennità ricevuta nel passato, welfare in generale. Gli studenti con l’azione di protesta di oggi lanciano una provocazione e sollevano un problema che al momento mette in difficoltà buona parte degli iscritti all’università, in particolar modo i beneficiari di borse di studio».

Si legge in una nota sul web divulgata dagli studenti: «Borse di studio inserite nel reddito: ma non servivano a dare le stesse possibilità a tutti? Questo viene da chiedersi, davanti al nuovo modello ISEE.  Infatti, se la borsa di studio serve, appunto, ad agevolare gli studenti più bisognosi a causa di redditi bassi, secondo quale logica questa dovrebbe essere contata nel reddito l’anno successivo? Quindi, ci costringono a pagare di tasca nostra per un diritto. Riempire una buca scavando una voragine, pare proprio questo il trend che Renzi e il suo Salva(?) Italia tentano di far passare come un miglioramento del circuito economico».

A seguito dell’azione gli studenti lanciano la piattaforma su Facebook Studenti contro il nuovo ISEE Palermo, un primo passo «verso la costruzione di un percorso di mobilitazione volto a contestare questi nuovi parametri che mettono a rischio la possibilità degli studenti di accedere all’università a causa della mancanza di agevolazioni fiscali, borse di studio e servizi annessi (alloggi, esoneri etc)».

Concludono gli studenti: «Non possiamo rimanere a guardare mentre ci mettono le mani nelle tasche! L’ennesima beffa dopo il furto dei test d’ingresso che rende l’università inaccessibile per una larghissima parte dei giovani della nostra città. Vogliamo reddito e alloggi garantiti per tutti gli universitari!».

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