Il Teatro Biondo, nel percorso di rinnovamento avviato dal direttore Roberto Alajmo, guarda ai giovani e al mondo universitario. Sia come proposta artistica, sia come politica dei prezzi, riservando agli studenti dell’Ateneo tariffe speciali e promozioni dedicate.

Fino al 30 ottobre 2015 gli universitari potranno usufruire di uno sconto speciale del 50% se decidono di abbonarsi ai dieci spettacoli della Sala Grande: 75 o 65 euro in palco o platea, a seconda dei settori scelti, e 42,5 o 37,5 euro in galleria. Fino a gennaio, invece, c’è tempo per abbonarsi alla stagione della Sala Strehler: otto spettacoli proposti in abbonamento a 50 euro.

Naturalmente è possibile assistere ai singoli spettacoli e anche in questo caso è previsto, per gli universitari, uno sconto del 50 per cento, con costi che partono dai 6,5 euro in Sala Grande e 8 euro in Sala Strehler.

Il 30 ottobre parte la nuova stagione impaginata da Alajmo, che in due anni ha trasformato il Biondo di Palermo in un’officina di cultura e spettacolo dove i luoghi comuni, i vizi e i vezzi del polveroso teatro tradizionale non trovano più spazio. Alajmo ha sparigliato regole e generi, proponendo spettacoli non convenzionali, dove prosa, musica, letteratura e performance convivono felicemente.

La nuova stagione mette a fianco “star” del teatro novecentesco come Gianrico Tedeschi, Ugo Pagliai, Anna Maria Guarnieri, Roberto Herlitzka, e interpreti e registi di nuove generazioni come Manuela Mandracchia, Claudio Collovà, ricci/forte e la stessa Emma Dante, che è artista residente del Teatro, dove dirige anche la Scuola dei mestieri dello spettacolo. Un team di artisti e collaboratori al servizio di un nuovo repertorio in sintonia con i tempi e i gusti del pubblico giovane.

Dieci spettacoli fuori dall’ordinario, con un sguardo ai classici rivisitati in chiave contemporanea e un occhio alle tendenze più avanguardistiche del nuovo teatro. Dalla Medea di Emma Dante, che riconsidera il mito della madre assassina in una prospettiva nuova e sorprendente, al fragoroso teatrodanza di ricci /forte, les enfants terribles del teatro italiano, che puntano il dito contro l’omofobia. Da Shakespeare secondo Carlo Cecchi all’Arlecchino servitore di due padroni di Goldoni trasferito da Pierfrancesco Favino nella Rimini degli anni ’30, tra avanspettacolo e immaginario felliniano.

C’è questo ed altro nella nuova stagione del Teatro Biondo di Palermo, che prenderà il via il 30 ottobre con I Persiani a Caporetto di Roberto Cavosi, una rilettura della tragedia di Eschilo trasposta negli anni della Prima Guerra Mondiale, con due star del teatro italiano come Anna Maria Guarnieri e Luciano Virgilio.

«Tra i giovani universitari nascerà la classe dirigente del futuro – spiega Alajmo – per questo ritengo che il teatro debba dare un contributo necessario alla loro formazione, perché fornisce conoscenza e allena il senso critico. Nostro dovere è formare e loro dovere è accettare le responsabilità che comporta diventare la classe dirigente del Paese. E del resto non è una pena: noi facciamo un teatro dove i giovani possono rispecchiarsi».

Lo spazio alternativo della Sala Strehler, focalizzato sulle migliori realtà della scena siciliana proporrà, tra l’altro, il nuovo spettacolo di Franco Maresco su testi di Franco Scaldati, il grande poeta e drammaturgo palermitano recentemente scomparso, cui Maresco ha dedicato il suo ultimo film Gli uomini di questa città io non li conosco. In programma anche testi e spettacoli di Salvo Licata, Davide Enia, Lina Prosa, che conclude la sua acclamata e premiata Trilogia del naufragio, Lella Costa, Massimo Verdastro che interpreta Nino Gennaro, Olivia Sellerio, Nino Vetri e Michele Serra.

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