«La Sicilia è un’isola di m…a». Ne è convinto Roberto Vecchioni, il famoso cantautore lombardo che ieri ha tenuto una lectio magistralis presso l’Aula Magna di Ingegneria, nell’ambito dell’incontro Mercanti di luce. Narrare la bellezza tra padri e figli.

Vecchioni, 72 anni, si è lamentato del fatto che, appena arrivato a Palermo, non ha tollerato la vista di «tre file di macchine in mezzo alla strada in tutti i posti», per cui «passare» è stata «una fatica tremenda».

Ma, più del traffico, il cantautore se l’è presa con «la Sicilia che non si difende, che rovina la sua bellezza e la sua cultura», dove «non c’è nessuno a Segesta e Selinunte e devo imparare da solo cosa c’è».

«No, non posso amare la Sicilia così com’è», ha affermato Vecchioni, rimarcando, però, che «i siciliani sono la razza più intelligente al mondo e mi dà un fastidio immenso che la Sicilia non sia all’altezza di se stessa».

4 Risposte

  1. Giovanni

    della Sicilia e di noi siciliani si puo’ dire tutto e il contrario di tutto.

    E’ una terra-laboratorio dove coesistono bellezza e squallore, mafie ed esempi di testimonianza con martirio, illegalita’ con persone che ci sguazzano e persone che con la illegalita’ devono misurarsi quotidianamente e resistere per non essere trascinati nel fango di una esistenza maleodorante senza valori e riferimenti.

    Perche’ tutto questo ?

    perche’ la Sicilia non e’ ritenuta patrimonio della Nazione;

    perche’ le scuole e le universita’ non sono adeguate e gratuite in una terra dove l’ignoranza ha risvolti pericolosissimi;

    perche’ la Sicilia non e’ inserita in una strategia nazionale di potenziamento di settori quali l’agricoltura, la pesca, l’itticoltura, l’industria conserviera e lattiero-casearia, di produzione di impianti di tecnologie alimentari, impianti turistico-residenziali nei tanti paesini siciliani che sono veri tesori per il ristoro psico-fisico di persone che vivono nelle zone del nord freddo ed umido, e tanto altro ancora.
    Sviluppo alla luce della Costituzione con la dignita’ dell’autonomia speciale aggiornata con norme che facilitano e completano lo sviluppo e la crescita nell’interesse della Nazione.

    La politica italiana non ha voluto dare valore patrimoniale nazionale alle risorse e alle bellezze dell’Isola.

    Non so di chi e’ realmente la colpa ma chiare sono le cause: la grettezza, la miopia, l’egoismo, la mancanza di strategia nazionale volta al progresso civile e democratico di TUTTO il Paese.

    Il risultato finale e’ sotto gli occhi di tutti, purtroppo!

    Tutto questo caro poeta Vecchioni, noi siciliani che ci sforziamo di vivere onestamente, lo viviamo sulla nostra pelle, e ti garantisco che non e’ per niente facile, ma cosa dobbiamo fare?
    sperare caro vecchioni che la politica nazionale scopra finalmente, le enormi potenzialita’ della nostra isola, patrimonio di tutta la Nazione.
    Lo deve alla Sicilia luogo di martirio di tanti uomini e donne di Sicilia e di altre regioni che con la loro vita hanno impedito l’annientamento della democrazia.
    La democrazia, patrimonio di TUTTA LA NAZIONE.

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  2. Eugenio

    Caro Giovanni, bella riflessione, condivido tutto, tranne la parte finale. Si perchè la maggior parte dei nostri politicanti ha già scoperto da decenni le enormi potenzialità della nostra isola e le temono con enorme preoccupazione. Ormai da diverso tempo i nostri rappresentanti sono i rappresentanti di nessuno e vivono della illegalità del sistema ormai consolidato.
    Soluzione: Penetrare lo scudo di marciume e arrivare alla stanza dei bottoni, quindi alle prossime elezioni fatti forza e candidati, altrimenti la democrazia non arriverà mai.

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  3. Giovanni

    Grazie per le tue parole di stima.

    Io spero che i nostri giovani assumano un ruolo guida nel nostro Paese e alla luce della Costituzione e della memoria dei martiri caduti per ostacolare l’annientamento della democrazia, possano ricostruire un Paese bello, libero , giusto.

    Il futuro e’ dei giovani, sono il patrimonio e la speranza del Paese.

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  4. loredana

    Purtroppo il problema della Sicilia non è essa stessa ma i siciliani.
    Mi trovavo ai giardini della Zisa,meravigliosi, dove è espressamente vietato l’ingresso ai cani e alle bici: ebbene circolavano cani e bici e custodi (o pseudo tali) a bivaccare nella loro postazione, non curanti dei divieti. Al che ho ripensato a tutto il polverone nato attorno alle parole di Vecchioni: se invece di ritenerci offesi cominciassimo a cambiare atteggiamento e avessimo gratitudine verso una terra meravigliosamente ricca di bellezza come la nostra, forse sarebbe meglio.

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