«L’Ateneo di Palermo si muove da diverso tempo su binari che tendono a dare un respiro internazionale all’Università stessa e che seguono diversi percorsi. Il percorso forse più tradizionale è quello dei programmi di scambio di mobilità degli studenti. Sono quindi programmi che si muovono nell’ambito prevalentemente didattico, quello più tradizionale conosciuto è quello Erasmus che permette ormai dal 1987, da più di venticinque anni, ai ragazzi di tutte le università d’Europa di trascorrere dei periodi di studio e di tirocinio in altre università e che da sicuramente un’esperienza irrinunciabile».

Ad affermarlo la prof. Ada Florena, pro-rettore all’Internazionalizzazione ai microfoni di Libertà di frequenza, la web radio dell’Università di Palermo. «Tutti i ragazzi che rientrano – aggiunge Florena – sono sempre più entusiasti e che addirittura ha determinato una vera e propria generazione Erasmus così è stata definita e che a mio giudizio si è dimostrato il più forte collante che l’Europa sia riuscita a creare. Molto più di qualsiasi iniziativa politico finanziaria, questi ragazzi che vivono assieme, che mettono in comune le loro esperienze ne ricavano un patrimonio che portano avanti per tutta la vita».

A fianco dell’Erasmus ci sono altri programmi di scambio didattico, c’è la mobilità extra Erasmus, libera, ovvero visiting students, e su questo fronte i numeri crescono in maniera confortante sia per quanto riguarda i giovani in uscita Unipa che vanno a trascorrere un periodo all’estero, sia per quanto riguarda i ragazzi di altre università che arrivano a Palermo.

«Su altri fronti l’Università si muove e soprattutto un altro filone estremamente importante – continua il pro-rettore all’Internazionalizzazione – ed è quello dell’incremento dei corsi a doppio titolo o a titolo congiunto, cioè corsi che riguardano sia il secondo livello, cioè le lauree magistrali che i corsi di dottorato fatti in partnership con altre università europee e qualche volta anche extra europee con la possibilità di acquisire un titolo che sia appunto un titolo di laurea magistrale o un titolo di dottorato che sia spendibile, riconosciuto dai due Paesi che condividono il titolo ovvero da più perché a volte sono a titolo congiunto, anche questo naturalmente rappresenta un’innovazione, un passo avanti notevole, soprattutto per quel che riguarda il dottorato che nell’ambito dei programmi di istruzione superiore ormai divenisse la fase ponte tra lo studio, cioè tutta la formazione e lo studio dei ragazzi e il mondo d’ingresso nel mondo del lavoro.

Considerando anche che l’Europa dall’anno scorso ha varato un programma che ha denominato Erasmus plus che è diventato vero un ombrello molto capace e capiente nell’ambito del quale trovano posto moltissime azioni. Un terzo filone è quello della cooperazione internazionale, ossia la possibilità di rivolgersi a paesi partner, cioè non solo paesi europei ma paesi in definitiva soprattutto in via di sviluppo con il fine di portare sviluppo e di creare sulla base di tematiche comune dei progetti il cui fine non sia più solo scientifico o didattico ma tramite la didattica e tramite programmi di ricerca possono avere delle ricadute pratiche sul territorio».

La prof. Florena fa presente inoltre che l’Università di Palermo ha delle interlocuzioni con le istituzioni sia nazionali che soprattutto internazionali che le conferiscono un salto di qualità.
«L’Università di Palermo ha da sempre un respiro internazionale. In fondo in questo io mi sono trovata nelle interlocuzioni che ho avuto con colleghi di altri Paesi a portare uno spirito palermitano, siciliano, uno spirito mediterraneo, è lo spirito di chi è stato aperto al mondo per anni e ne ha acquisito appunto il Dna dell’apertura. Quest’apertura dell’ateneo è testimoniata dal fatto che tra le numerose classifiche che sono uscite nel corso di quest’anno, in particolare ce ne è stata una del Sole 24 Ore dove Unipa era quattordicesima nell’ambito degli scambi di mobilità che indubbiamente è uno posizione di assoluta soddisfazione e che noi intendiamo migliorare.

Quest’attitudine e questo respiro internazionale è testimoniato dall’interesse che moltissimi docenti oltre che gli studenti hanno nella loro attività ed è testimoniato dal fatto che esistono moltissimi rapporti, per rispondere alla sua domanda, sì è vero abbiamo rapporti con moltissime organizzazioni nazionali, cooperiamo con il ministero degli affari esteri ed in particolare col settore alla cooperazione internazionale, anche perché la cooperazione internazionale è diventata sempre più importante ed è diventata pure un punto nodale anche nell’attività governativa ne sentiamo parlare e vediamo che c’è un grosso respiro e ora come mai tutte le nostre attività di cooperazione internazionale molte delle quali si svolgono anche nei confronti del bacino del mediterraneo e dell’Africa in un momento come quello che stiamo vivendo diventano naturalmente di importanza fondamentale».

L’intervista integrale qui.

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