«Sono Luana, ho 36 anni, sono una mamma ed un chirurgo. A 18 anni ho lasciato la mia famiglia e la Sicilia, dove sono nata, per studiare a Roma presso un collegio d’eccellenza (Residenza Universitaria Lamaro Pozzani). Mi sono laureata in Medicina nel 2001, mi sono poi specializzata in Chirurgia Generale nel 2007 presso l’Università La Sapienza di Roma (nel minimo dei tempi consentiti), facendo nel frattempo degli stages all’estero: a Londra, a Barcellona e a Parigi. In assenza di possibilità di lavoro in Italia, appena specializzata, ho deciso di tornare a Parigi, dove mi hanno offerto un posto da chirurgo, gratificante in termini di responsabilità e remunerazione. Mi sono perfezionata tecnicamente in chirurgia digestiva (generale) per 2 anni. Ho poi deciso di rendere il mio profilo professionale più interessante, facendo in fin dei conti ciò che mi piaceva di più, acquisendo delle competenze specifiche in chirurgia del fegato, delle vie biliari, del pancreas e in trapianti di fegato. Da più di 4 anni lavoro nel primo centro francese di trapianti di fegato e di chirurgia epato-biliare (Centre hépatobiliaire – Hopital Paul Brousse – Assistance publique hopitaux de Paris), potendo beneficiare di una formazione d’eccellenza. Dal 2012 ho cominciato un doppio dottorato di ricerca (italiano e francese) in oncologia, alla ricerca di una via di ritorno per l’Italia. Tuttavia per lavorare vivo ancora a Parigi con mio figlio di 5 mesi, mentre mio marito vive e lavora a Roma (facendo i tripli salti mortali per vederci). Dopo avere inviato diverse domande per concorsi pubblici, in Italia attualmente non ho alcuna possibilità di svolgere il lavoro che so fare, sebbene abbia effettuato più di 1500 interventi chirurgici (di cui 2/3 da primo operatore), abbia scritto e scriva su riviste chirurgiche internazionali e parli 3 lingue straniere (inglese, francese e spagnolo)».

Così un anno fa sul blog Radio24 scriveva Luana Ricca, la giovane chirurga e ricercatrice catanese che si è tolta la vita a L’Aquila (qui la notizia su Catania Today).

Al di là delle motivazioni che avrebbero spinto la donna a compiere il gesto estremo, dovrebbe far riflettere chi si trova nelle stanze dei bottoni l’ennesima sofferenza raccontata e patita da uno dei tanti cervelli costretti a fuggire dall’Italia a causa di un sistema affetto da mal di merito.

Spesso, infatti, su Younipa raccontiamo i successi e i riconoscimenti dei “nostri” ricercatori all’estero ma sappiamo anche che tutto questo oro, purtroppo, sembra destinato a luccicare altrove: come non ricordare, ad esempio, che una migrazione ci sia già dal Sud verso il Nord, figuriamoci al di là delle Alpi? Oppure che solo un ricercatore su cento può in Italia smettere di essere precario?

E storie tragiche come quelle di Luana palesano le colpe di un Paese incapace di valorizzare i propri talenti, invidiati da tutto il mondo ma incompresi a casa propria.

5 Risposte

  1. Giuseppina

    Storia triste, è molto simile alla mia tristissima storia.
    Ogni volta che sento notizie del genere, mi si gela il sangue e il cuore mi scoppia
    dalla rabbia.
    Perché penso e rivivo tutto lo schifo, che ho dovuto sopportare, umiliazione di
    ogni genere…..Ogni volta si è ripetuto sempre lo stesso discorso per tutti sono stata
    brava ma nessuno mi piglia.
    Tutte queste brutte e ripetitive storie li ho vissute sia nelle sanità,
    che all’università. In definitiva hanno deciso che devo restare in mezzo ad una
    strada, perché non appartengo a nessuno. Questo discorso fatto dopo una
    laurea in biologia, specializzazione in patologia clinica idonea ai concorsi
    nelle asp., Dottorata in farmacologia in tossicologia socio-ambientale, ho arricchito
    il mio CV in tantissimi ambiti, ma niente da fare ogni volta la risposta è stata sempre la
    stessa, ognuno ha i suoi da portare avanti. Perciò dopo aver pagato tasse per tanti
    anni all’Università e lavorato anche a gratis. Non ti danno neanche la possibilità di poter partecipare ai concorsi. Tutte queste storie tristi ma collegati tra di loro, tutte questi omicidii di stato, mi fanno solo paura, perché ogni volta penso, se sono viva
    è semplicemete un miracolo, ma quando può durare, tutto questo? Se ho fame è non ho come andare avanti?. Perciò, un paio di anni fa ho chiesto aiuto alla
    amministrazione precedente dell’università di Palermo, ma nessuno ha smosso un dito.
    Adesso chiedo pubblicamente aiuto alla nuova amministrazione. Perche altrimenti
    Ditemi dovrò essere io la prossima vittima del 2016, non so fate voi? Adesso
    Mi rivolgo ai politici che mi hanno e non mi hanno conosciuta, fatevi un
    Bel esame di coscienza se ancora esiste, cercate di essere meno egoisti,
    questo vale sia per i politici regionali che nazionali. Pensate se i vostri
    cari in contrassero persone come voi, questo è l’augurio che vi faccio per il 2016.

    Rispondi
  2. Salvatore

    Sono un chirurgo. Ho una lunga carriera alle spalle, ma una lunga sofferenza per affermarmi. Ho subito, però, tanti, tantissimi torti, anzi, soprusi. Risparmio i mei titoli perché troppo lunghi. Dico solo che ho lavorato all’estero per circa tre anni, lì ho fatto carriera e ho avuto ulteriore offerta di carriera, che ho rifiutato e sono tornato in Italia. Ho atteso circa 10 anni prima che si ricordassero di me. Anzi, i dirigenti si sono trovati nelle condizioni di non potermi più ignorare. La gente mi cercava. Alla fine non potevano non riconoscermi, non per i titoli, ma perché alcune patologie ero in grado di trattarle solo io, anzi, alcune tecniche le ho portate io stesso dall’estero. La gente l’aveva scoperto.
    Questa, però, non è una storia straordinaria nella nostra Italia. E’ LA NORMA (PURTROPPO). L’Italia è un paese diviso e gestito dalle lobby, politiche o di altro tipo ( massoneria, finaziarie, professionali utili per gli ambienti altolocati, ecc.) CHE GESTISCONO I POSTI (tutti i posti, anche di basso profilo) IN FUNZIONE DEI PROPRI INTERESSI DI GRUPPO. Se si è fuori da queste lobby ( o per scelta, come nel mio caso, o per altri motivi) non è possibile sfondare i muri di gomma che il sistema sanitario e universitario italiani si sono costruiti intorno. Io ho attraversato momenti di sofferenza (leggi depressione) per questo motivo. Li ho superati ( in parte) con la razionalità e la tenacia. Luana, purtroppo ha perso la battaglia. Ma è assolutamente ingiusto, anzi, direi assurdo, che una persona con talento venga respinta da questo sistema. MA ATTENZIONE: E’ IL SISTEMA CHE E’ MARCIO E VA COMBATTUTO. SI RIUSCIRA’ A CAMBIARLO? Soprattutto, C’E’ LA VOLONTA’ DI CAMBIARLO?

    Rispondi
  3. giovanni

    La mia storia é la fotocopia di quella di salvatore, adesso a fine carriera vedo che l’unico riconoscimento che ho avuto proviene dall’ACS (American College of Surgeons) ; anch’io ho avuto i momenti di cui parla Salvatore , e la notizia di Luana mi raggela il sangue. E’ vero : il sistema é marcio !!! e il colmo é che dicono di voler recuperare i professionisti che sono andati all’estero : TUTTO FINTO. dovremmo unirci , con salvatore e tutti gli altri , ma credo che siamo solo il 5%; il sistema é marcio , ed é accettato da quasi tutti ( o per volontà oppure per opportunismo) e proprio perché é accettato da quasi tutti , va avanti.

    Rispondi
  4. rita

    Narcisisti e psicopatici causano Disturbo Post Traumatico da Stress nelle loro vittime
    In che modo i sintomi da disturbo post traumatico da stress risultanti dall’abuso o il dominio (la prepotenza) da parte di un narcisista o uno psicopatico, incontrano i criteri del DSM IV?
    A. Lo stress negativo e prolungato (cronico) derivante dall’aver avuto a che fare con un narcisista o psicopatico può portare alla perdita del lavoro, della carriera, della salute, dei mezzi di sostentamento, e spesso può comportare una minaccia per il matrimonio o la vita familiare. La famiglia è una vittima non presa in considerazione.
    A1. Uno dei sintomi chiave dello stress negativo prolungato è la depressione che scatta come reazione; ciò porta a un disturbo dell’equilibrio mentale, portando in primis a pensieri di suicidio, che si trasformano in seguito in tentativi e infine nella realizzazione del suicidio stesso.
    A2. La vittima del narcisista o psicopatico può non essere consapevole del fatto che viene sfruttata, e anche quando arriva a rendersene conto (c’è solitamente un momento in cui la situazione diviene chiara quando la vittima capisce che le osservazioni e le tattiche di controllo ecc. sono inammissibili) la vittima spesso non riesce a convincersi a credere di avere a che fare con una personalità disturbata, che non possiede una coscienza e non condivide gli stessi valori morali della vittima stessa.
    L’ingenuità è un nemico non indifferente. La vittima è sconcertata, confusa, impaurita, arrabbiata, e dopo la presa di coscienza, anche più arrabbiata.

    B1. La vittima visualizza e ripete nella sua mente eventi o conversazioni in modo regolare, intrusivo e violento. Spesso i finali di queste repliche rivissute vengono volutamente alterate immaginando conclusioni favorevoli per le vittime stesse.
    B2. Insonnia, incubi e il rivivere eventi passati sono episodi comuni.
    B3. Gli eventi sono costantemente rivissuti, il sonno notturno non apportano ugualmente riposo o sollievo in quanto risulta impossibile “spegnere” il cervello. Il sonno risulta quindi non benefico e le vittime si svegliano ugualmente stanche, o anche più stanche di quando sono andate a dormire.
    B4. Paura, orrore, ansia cronica, attacchi di panico, sono scatenati da qualunque cosa ricordi l’esperienza vissuta, per esempio ricevere comunicazioni di minacce da parte del narcisista o psicopatico o da sue conoscenze, amicizie, familiari. Allo stesso modo la diffamazione a danno della vittima da parte di chi ha perpetrato l’abuso, anche in rete (con lo scopo di far passare la vittima per colpevole ), può peggiorare gravemente o innescare tali problemi di salute nella vittima.
    B5. Attacchi di panico, palpitazioni, sudorazione, tremori, vomito, mangiare troppo o saltare pasti possono presentarsi allo stesso modo.
    I punti B4 e B5 si manifestano come sintomo immediato di paralisi mentale e fisica, in risposta a qualsiasi cosa riporti alla mente il narcisista, o anche nella prospettiva di dover agire nei suoi confronti.

    C. E’ molto frequente l’intorpidimento di parti del corpo (dita e labbra), così come quello emozionale (in modo particolare il non riuscire più a gioire di niente). Le vittime si sentono come spente, e anche dopo diversi anni, non riescono più a trovare motivazione in nulla.
    C1. La vittima cerca in tutti i modi di evitare di dire o fare particolari cose che ricordino l’orrore dell’abuso.
    C2. Quasi tutte le vittime avvertono che la propria memoria è stata compromessa; ciò può essere parzialmente dovuto alla soppressione di ricordi dolorosi, e parzialmente dovuto al danneggiamento dell’ippocampo, zona del cervello legata all’apprendimento e alla memoria.
    C3. La vittima sviluppa un’ossessione nel voler risolvere una vicenda che domina completamente la loro vita, oscurando ed escludendo qualsiasi altro interesse.
    C4. La vittima ricerca comunemente il ritiro e la solitudine, preferisce stare sola con se stessa.
    C5. Sono comunemente segnalati intorpidimento emotivo, come l’incapacità di sentire gioia (anedonia), e l’avvizzimento della capacità di amare gli altri. Le vittime temono di non riuscire ad amare più nessuno.
    C6. La vittima diventa triste e malinconia e prospettano una carriera irraggiungibile, di solito con qualche giustificazione (qui non era molto chiaro, penso si riferisse al fatto che la vittima rinuncia a dei progetti e alla carriera che vede ormai come irraggiungibile). Molte vittime riportano gravi danni psichiatrici, o salute gravemente compromessa.

    D1. Dormire diventa quasi impossibile nonostante si possa essere molto stanchi. Il sonno risulta così non soddisfacente, non riposante, e non dà sollievo. Al risveglio la persona si trova spesso ancora più stanca di quando è andata a dormire. Il senso di depressione diventa anche più pesante al mattino. Sensazioni di vulnerabilità (impotenza) si rafforzano nelle ore notturne.
    D2. La vittima si altera spesso facilmente, è spesso costantemente irritata, anche da cose di poco conto. La vittima può arrivare a pensare a soluzioni violente, come causare un incidente o assassinare il narcisista, e i conseguenti sensi di colpa ostacolano il processo di guarigione della vittima stessa.
    D3. La capacità di concentrarsi è gravemente compromessa, fino al punto di impedire la preparazione per azioni legali, studio, lavoro, o la ricerca del lavoro stesso.
    D4. La vittima è in costante stato di allerta in quanto le sue facoltà di combattimento/difesa sono state permanentemente attivate.
    D5. La vittima è diventata ipersensibile e spesso percepisce involontariamente e in modo inappropriato le osservazioni come critiche

    E. La guarigione dall’abuso da parte di un narcisista è misurata in anni. Alcune persone non si riprendono mai del tutto. I danni subiti per lungo tempo e in modo ripetuto da parte di una persona disturbata diventano disturbo post traumatico da stress di tipo complesso.
    F. Per molti abusati, la vita sociale cessa e il lavoro diventa impossibile da portare avanti. Molti sviluppano malattie autoimmuni come lupus, fibromialgia, dolore o stanchezza cronici, o diventano totalmente disabili.
    La terapia può aiutare e aiuta veramente, ma richiede molto tempo e lavoro. Più a lungo aspetti per chiedere aiuto e conseguente trattamento, più profondo diverrà il danno e più difficile sarà da curare o trattare

    (fonte: http://abusesanctuary.blogspot.it/2012/01/narcissists-cause-ptsd-for-their.html; traduzione di Valeria Pinna)

    Rispondi
  5. Giuseppina

    Ha ragione Salvatore…Giovanni….. perchè non ci uniamo tutti quelli che abbiamo capito e non accettiamo il sistema sporco, marcio e sopratutto va cambiato.
    Altro che i giovani sono al centro…..fermare la fuga dei cervelli…(o meglio fare ritornare chi è già scappato)…… si probabilmente si ma quelli che scambiano favori.
    E’ stato e sarà sempre cosi, gli omicidi di Stato ci sono stati e ci saranno sempre, chi ha la poltrona troppo comoda non si scomoda. E’ semplicemente vergognoso, è stata fatta solo la legge per i cani, purtroppo quella per gli esseri umani non si farà mai. Uccidono e nessuno paga, anzi si continua meglio di prima, direi con maggiore grinta, tanto nessuno parla e si può fare quello che si vuole. Neanche gli animali della giungla mi farebbero tanta paura, per tutti i soprusi che ho vissuto e continuo a vivere, sono semplicemente disgustata, che dire non ho più parole. Io per es. ho sempre dato tante idee, sono una persona motivata, intraprendente, flessibile, dinamica. Sono abituata ad interagire con gli altri e mi ritengo portata al lavoro in team. Precisione, serietà, entusiasmo, professionalità, sono le mie qualità principali. Nonostante ciò sto ancora ad aspettare purtroppo, per tutti sono brava ma nessuno mi piglia. Non solo ho esposto il mio problema sia in privato che pubblicamente, con chi di competenza ma nessuno ti sente o ti sentirà mai. Preferirei abitare con gli animali più feroci di tutto l’universo dentro una giungla, di sicuro mi sentirei più serena.

    Rispondi

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata

Ricevi un'e-mail se ci sono nuovi commenti o iscriviti.