È partita sabato la prima lezione degli aspiranti agrumicoltori all’interno del giardino di Villa di Napoli.

I ragazzi sono 19 e a seguirli, durante tutto lo stage, saranno i docenti del dipartimento Scienze agrarie e forestali dell’Università degli Studi di Palermo, Giuseppe Barbera e Tommaso La Mantia, insieme al neo laureato Giovanni La Mantia. Si tratta di un laboratorio che ha lo scopo di formare operatori in grado di curare piante e giardini secondo l’antica cultura araba. Le lezioni fanno parte del progetto “Memorie sceniche” che ha l’obiettivo di far rinascere l’agrumeto di Villa di Napoli.

A occuparsi del piano sono le associazioni, Cerism, People Helpthe People ed E.D.F Kronos Onlus in collaborazione con l’Università degli Studi di Palermo e la Soprintendenza ai Beni culturali.

E così è cominciata ufficialmente la prima fase del progetto che trasformerà il giardino storico del complesso monumentale che si trova nel quartiere Cuba-Calatafimi, in un orto didattico. Successivamente invece, diventerà un palcoscenico all’aperto in cui verranno organizzati spettacoli musicali, teatrali ed eventi enograstronomici e culturali. Durante questa seconda fase del piano, sarà coinvolto anche il parco del Castello Maredolce.
Il progetto, cofinanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale a valere sulla misura Giovani per la valorizzazione dei beni pubblici, nasce per recuperare spazi pubblici non fruibili con la volontà di generare aree d’aggregazione, di formazione, di informazione e di cultura.

I ragazzi sono stati scelti attraverso un bando scaduto lo scorso dicembre. Oltre ai 19 agrumicoltori, sono stati selezioni anche 15 guide turistiche, 15 organizzatori di eventi e 8 operatori ticketing. Queste ultime figure, però, inizieranno i corsi il prossimo 1 febbraio. Tutti i partecipanti hanno un’età compresa tra i 18 e i 35 anni. I corsi prevedono circa 20 ore teoriche e 80 pratiche.

«Il recupero dell’area verde di Villa di Napoli riguarderà tre aspetti: l’agrumeto storico, la creazione di un orto sociale gestito dalla scuole e il recupero del giardino di tipo romantico- spiega il professore, Giuseppe Barbera -. L’obiettivo è ridare a questo pezzo di Conca d’Oro la funzione che merita. Entro l’estate gran parte del recupero sarà fatto. Il progetto comunque deve durare nel tempo, i ragazzi che stiamo formando continueranno a prendersi cura dello spazio, anche dopo la fine del corso».

1 risposta

  1. rita nasello

    vorremmo partecipare all evento del 03 luglio siamo in tre grazie mi potete rispondere a questa e- mail grazie

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