È triste e ferisce accertare che alcuni studenti hanno cercato bieche scorciatoie per conseguire la Laurea, offendendo così i tanti che hanno invece compiuto regolarmente il proprio dovere. Su questi fatti l’Ateneo ha prontamente reagito e sta tuttora facendo accurate e severe verifiche.

L’Università di Palermo è un’istituzione sana. È una grande comunità che ha nei suoi studenti la sua prima e fondamentale ragione di esistenza. È un Ateneo fatto di donne e di uomini che, nonostante la riduzione dei finanziamenti e la conseguente scarsità delle risorse, continuano a svolgere con impegno e dedizione il loro lavoro.

Il nostro compito è quello di formare giovani con una profonda etica della conoscenza, elevate competenze e dotati di spirito critico. Per farlo dobbiamo garantire loro l’eccellenza e la qualità della nostra offerta formativa e un percorso universitario il più sicuro e innovativo possibile. Tra le azioni più recenti promosse dal nostro Ateneo in questa direzione c’è la messa in uso della UniPa Smart Card, che viene distribuita proprio in questi giorni agli studenti del primo anno, e che rappresenta un concreto passo in avanti sul piano dei servizi ma anche sul piano della trasparenza e della sicurezza nella gestione delle carriere universitarie. La verbalizzazione elettronica degli esami e, oggi, la dematerializzazione del libretto universitario garantiscono il più completo rispetto di ogni procedura, che viene protetta da sistemi di password e codici di accesso.

Sappiamo bene che la strada che porta al conseguimento della Laurea è densa di impegno e di sacrificio per gli studenti e per le loro famiglie e pretendiamo che questi sforzi vengano ricompensati. Ritengo sia nostro precipuo dovere porgere la massima attenzione alle loro esigenze e legittime aspettative. Ai nostri ragazzi dico di continuare ad impegnarsi seriamente perché c’è più soddisfazione a raggiungere gli obiettivi con le proprie forze. Per questo l’Ateneo li accompagnerà con sempre maggiore attenzione, affinché diventino cittadini responsabili, onesti e capaci.

(articolo pubblicato su Repubblica Palermo del 7 febbraio 2015)

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