Ieri, lunedì 15 febbraio, in occasione della Giornata della Trasparenza, sono stati presentati i numeri di Unipa ed è emerso che, nell’anno 2015 – 2016, gli iscritti sono stati 7700, di meno rispetto agli anni precedenti.

Per il rettore Fabrizio Micari si trattano di dati «fatti di luci e ombre ma di cui dobbiamo essere consapevoli. Dobbiamo dirci serenamente noi siamo questo, questo ci caratterizza e su queste cifre dobbiamo lavorare per crescere».

Per quanto riguarda la flessione degli immatricolati, il rettore ha spiegato che deriva «dal bisogno che questa terra ha di offrire ai nostri giovani opportunità di lavoro qualificato. Una riduzione che riguarda le università meridionali e le famiglie meno abbienti che non vedono nei corsi di studio offerti prospettive certe».

Comunque, ha affermato Micari, «stiamo rivedendo la nostra offerta formativa, puntando su corsi che possono avere dei collegamenti con il territorio: dall’ingegneria biomedica, ai corsi di tecnologia agro-alimentare e valorizzazione beni culturali. Abbiamo avviato anche un miglioramento complessivo della qualità dei servizi tra cui la comunicazione esterna delle nostra attività».

Ma ci sono anche numeri positivi, come il trend per gli studenti fuori corso per le triennali il cui rapporto è oggi di due terzi/un terzo. E cresce anche il numero dei laureati nei tempi previsti sia per magistrali che triennali.

Prosegue, poi, dopo le triennali per le magistrali il 55-60% degli studenti, il 15% sceglie di concludere questo percorso fuori sede. Per quanto riguarda il bilancio 2016, conta su 234 milioni di entrate di cui 196 milioni sono il fondo finanziamento ordinario. La tassazione degli studenti si mantiene sotto il 20%, come previsto da vincolo, del fondo di finanziamento producendo 34 milioni di entrate: «Impegno, quello di una tassazione bassa, che pochissimi atenei rispettano», ha sottolineato Micari. L’85% delle spese sono sul personale, mentre il 12% riguarda le spese di funzionamento, circa quattro milioni costano le strutture decentrate.

«Un bilancio stabile – ha affermato il rettore -, sul quale siamo riusciti a ritagliare circa tre milioni di investimenti per le manutenzioni straordinarie e risorse per dottorati attività di tutorato».

«Il nostro obiettivo per il futuro – ha concluso Micari – è di crescere e puntare anche sulla ricerca e sull’internazionalizzazione dell’Ateneo».

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