Una importante missione didattica e di ricerca del Dipartimento di Architettura dell’Università di Palermo ad Hannover si svolgerà fino al prossimo 23 aprile.

Nell’ambito di un programma di relazioni internazionali tra Italia e Germania, il professor Maurizio Carta (nella foto) è stato invitato a tenere un ciclo di lezioni e conferenze presso il Department of Urban Design and Planning della prestigiosa Leibniz University di Hannover (Germania).

Le lezioni saranno l’occasione presentare i due ultimi libri internazionali del professor Carta (Reimagining Urbanism e The Fluid City Paradigm) e di promuovere il Cityforming Protocol da lui elaborato e dedicato a procedure innovative per la rigenerazione territoriale sostenibile, già oggetto di alcune concrete sperimentazioni in vari contesti (Palermo, Roma, Chieti, Vercelli, Favara, Menfi) e che adesso sarà applicato al territorio fluviale dell’Elba.

La missione ad Hannover non è solo didattica ma si inserisce nell’ambito del finanziamento del programma di cooperazione universitaria Italia-Germania DAAD di cui il prof. Carta è il responsabile scientifico per il Darch.

Sarà presente anche la professoressa Barbara Lino e le dottorande Jessica Oliva e Federica Scaffidi del Dottorato di Ricerca in Architettura, Arti e Pianificazione, selezionate, insieme ad altri sei dottorandi di altri Atenei italiani, per partecipare ad un seminario di confronto sulle loro ricerche con otto dottorandi tedeschi.

Infine la missione si completerà nei prossimi giorni con la partecipazione di cinque studenti dei Corsi di Laurea in Architettura e in Pianificazione territoriale, urbanistica e ambientale del Darch, i quali parteciperanno ad un workshop sulla rigenerazione urbano-rurale lungo l’Elba insieme a mentor, tutor e colleghi dell’Università di Hannover coordinati dal professor Jörg Schroeder e dal professor Carta.

La missione è importante non solo dal punto di vista scientifico perché permette di esportare l’attività svolta all’Università di Palermo in altri contesti accademici, non solo perché contribuisce alla formazione internazionale dei nostri studenti, ma anche perché si inserisce nella strategia di internazionalizzazione portata avanti da Unipa e dalla Scuola Politecnica per stipulare accordi volti alla attivazione di lauree a doppio titolo e di percorsi di alta formazione internazionale.

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