Un gruppo di ricercatori coordinato dal professor Riccardo Alessandro di cui fanno parte Alice Conigliaro, Viviana Costa ed Alessia Lo Dico del DiBiMed in collaborazione con l’Università la Sapienza di Roma, l’Istituto Ortopedico Rizzoli e l’Università degli studi di Milano ha dimostrato che basta inibire un piccolissimo frammento di Rna per bloccare la crescita del Glioblastoma, un tumore aggressivo del sistema nervoso centrale.

All’interno dei tumori solidi le cellule neoplastiche crescono in maniera incontrollata fino a trovarsi in condizioni di carenza di ossigeno a causa dall’aumento delle dimensioni della massa tumorale.

Questa condizione, definita ipossia, spinge la cellula tumorale ad attivare diversi geni che contribuiranno a rendere la cellula tumorale più aggressiva agendo sul suo potenziale proliferativo e sulla sua capacità di spostarsi ed invadere i tessuti circostanti.

L’ipossia, inoltre, stimolerà il microambiente del tumore inducendo la formazione di nuovi vasi.

I ricercatori del DiBiMed nel loro studio pubblicato su Theranostic, una rivista ad elevato Impact Factor, hanno evidenziato che basta inibire un piccolo frammento di Rna di 21 nucleotidi (micro-RNA) per spegnere la risposta della cellula all’ipossia.

L’inibizione del miRNA675-5p, infatti, sia in vitro che in vivo, in modelli preclinici di glioblastoma, è sufficiente ad indurre una riduzione della neo-angiogenesi rallentando la crescita del tumore.

Questa scoperta individua nel miR675-5p un potente target terapeutico e apre le porte ad una strategia per il trattamento dei tumori solidi.

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