Riceviamo dall’Udu Palermo e pubblichiamo:

«Sabato 22 ottobre 2016, si terrà presso il Teatro Massimo l’inaugurazione dell’anno accademico 2016/2017 dell’Università degli studi di Palermo alla presenza del Presidente del Consiglio Matteo Renzi.
Le modalità di celebrazione scelte dall’Ateneo palermitano fanno sorgere notevoli dubbi di merito e di contenuto, nel segno di un approccio che non sembra essere teso a garantire la partecipazione di gran parte della platea studentesca.

Ci rende anzitutto perplessi l’avere appreso tramite mezzo stampa la realizzazione di questa iniziativa, mai concertata con una categoria che costituisce il 90% della popolazione accademica: gli studenti. Il rischio corso dall’Ateneo è quello di trasformare un evento di potenziale dialogo e confronto collettivo con il governo in una passerella che nasconde l’importanza delle esigenze del mondo dell’istruzione in generale e degli Atenei meridionali nello specifico, a maggior ragione in una fase delicata come quella che attualmente vede il Governo impegnato nella campagna referendaria sulla riforma costituzionale.

Siamo purtroppo convinti che domani, dinnanzi al Presidente del Consiglio, siederà una platea, come spesso accade in queste occasioni, poco rappresentativa della più grande categoria accademica, quella degli studenti. La splendida cornice del Teatro Massimo rischia di rappresentare la tipica autoreferenzialità del mondo della docenza accademica: tanti inviti d’obbligo o di circostanza tra docenti e istituzioni e poco spazio alla partecipazione degli studenti. Abbiamo potuto assistere, in effetti, all’apertura di una piccola finestra temporale riservata alle prenotazioni degli studenti dell’Ateneo, ma non abbiamo visto una concreta volontà di coinvolgimento delle parti studentesche neppure attraverso incontri informativi tra il governo accademico ed i rappresentanti delle principali organizzazioni ed associazioni studentesche.

A tal proposito sembra doveroso sottolineare la superficialità di una scelta: l’unico studente che sarà chiamato ad intervenire in rappresentanza degli studenti, membro del Senato Accademico, è militante del Partito Democratico e fa parte della direzione regionale dei Giovani Democratici. Riteniamo poco opportuna una scelta del genere che rischia di pregiudicare l’imparzialità dell’intervento rispetto ad una testimonianza che deve invece rispondere al solo criterio di rappresentanza degli studenti e delle loro esigenze.

Un’ultima perplessità si aggiunge a quelle relative alla definizione del programma previsto per l’incontro dall’Ateneo: l’unico intervento “esterno” previsto oltre a Matteo Renzi è quello di Gaetano Miccichè, Direttore Generale di Banca Intesa Sanpaolo e Amministratore Delegato di Banca IMI, chiamato ad intervenire con una sorta di lectio magistralis in qualità di ex alunno del nostro Ateneo. Il titolo della “prolusione” richiama concetti sdoganati e per certi versi pericolosi come il “coraggio” e il “merito” e stentiamo a capire il senso specifico di questo invito rispetto alle tante testimonianze che si sarebbero potute portare sul palco di questa cerimonia.

In questa occasione ci troviamo costretti a manifestare il nostro dissenso nei confronti delle scelte dell’Ateneo rispetto all’organizzazione dell’evento, attraverso le quali siamo convinti si renda sempre più distante l’obiettivo di favorire la partecipazione della popolazione studentesca alle scelte di governance del mondo dell’istruzione. Gli studenti dell’UDU non prenderanno parte alla cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico 2016/2017 in quanto, magari impegnati a seguire una lezione, non sono riusciti ad accaparrarsi la manciata di posti andati a ruba su internet nel giro di pochi minuti. Saremo comunque presenti presso Piazza Verdi per cercare di consegnare, insieme ai ragazzi e alle ragazze della Rete degli Studenti Medi, nelle mani del Presidente del Consiglio una lettera con la quale provare a realizzare ugualmente il confronto con il governo nazionale che ci saremmo auspicati potesse avvenire durante il corso della cerimonia».

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