Ho visto gente piangere davanti ad un 28, «perché io valgo di più».

Ho visto gente vergognarsi di far vedere il libretto universitario, facendo finta di averlo dimenticato o sperando che il professore non lo chiedesse all’esame «perché altrimenti pensa che sono un nullafacente».

Ho visto studenti vergognarsi di loro stessi, dei loro voti, perché troppo bassi.

Ho visto studenti parlare della propria laurea, dei propri obiettivi, dei propri sogni, come se non valessero più nulla ormai.

Studenti rassegnati all’idea di un futuro senza gioia e senza gloria, perché con molta probabilità il voto di laurea sarà più basso di quello a cui ambivano all’inizio, di quello che “i concorsi pubblici” chiedono, di quello che i loro genitori speravano, forse.
A questa gente dico solo una cosa che viene dal profondo del mio cuore: smettetela.

Smettetela di farvi condizionare da degli stupidi numeri scelti per voi da persone che non vi conoscono e non sanno nulla di voi, dei vostri obiettivi, dei vostri sacrifici, delle vostre rinunce.

Non sarà né un’ esame, né un professore, né tanto meno un fottutissimo numero a stabilire il vostro valore, chi siete, chi volete essere e chi diventerete.

Lo so quanto ci tenete alla laurea, alla piena soddisfazione di voi stessi e dei vostri genitori, e so anche quanto vi brucia il culo ogni volta che dopo mille sacrifici vedete il collega meno preparato di voi avere una media più alta e un sorriso a trentadue denti, quello che voi ormai avete perso da un po’.

Ma nella vita c’è altro, tanto altro. Ve lo assicuro.

Tenete bene a mente che ogni esame ed ogni voto, non sono altro che la sommatoria di tantissime variabili molte delle quali praticamente incontrollabili.

Gli studenti spesso vengono classificati per quello che non sono e vengono individuati da numeri privi di significato.

Che ne sanno loro dell’ansia, delle notti insonni, dell’emozione che vi colpisce nel centro del petto e vi blocca le parole, della memoria che vi tradisce proprio quando ne avevate maggiormente bisogno, del calcolo sbagliato sul foglio a causa della troppa fretta, della calcolatrice che si scarica proprio quando non doveva, dell’assistente bastardo che come primo giorno d’esame sceglie proprio il vostro, della fidanzata o il fidanzato che vi lascia il giorno prima (neanche a farlo apposta eh?!), della lite dei genitori o con i genitori della sera prima.

Ci sono troppe variabili e troppe poche costanti nel vostro percorso universitario, ma siate fiduciosi e non perdete mai di vista i vostri obiettivi.

Non pensate mai a tutto quello che può succedere nel vostro futuro, preoccupatevi solo ed esclusivamente di ciò che realmente potete controllare, il vostro studio, la vostra preparazione e tutto ciò che il professore vuole sentirsi dire all’esame, perché è quello che più di tutti farà schizzare la vostra media verso l’alto.

Non pensate al collega leccaculo che dopo mesi di sorrisi ammiccanti e domande fuori luogo, viene premiato con un voto leggermente più alto del vostro.

Oppure al collega con un cognome più “importante” del vostro che va in giro vantandosi di essere un genio.

Tenete bene a mente La verità che sto per dirvi, e fidatevi di me che in qualità di studente lavoratore se ho viste veramente di tutti i colori, sia su un fronte che su un altro:
Chi merita, otterrà.

E voi avrete tempo e modo di dimostrare chi siete, cosa sapete fare e chi volete diventare.
E ogni volta che ne avrete modo e che lo dimostrerete, nessuno penserà all’esame andata male o al vostro voto di laurea.

Vivete il vostro percorso con meno ansia e più attenzione per ciò che conta veramente e ciò che potete controllare, cercando di renderlo il più veloce ed efficiente possibile, reperendo ogni volta tutte quelle informazioni che il professore da a lezione (e per aiutarvi in questo, da qualche settimana ho lanciato insieme al mio team www.appunticondivisi.com).

Miei cari studenti, ricordate che l’Università è solo una piccola parentesi di questa grandissima e meravigliosa equazione chiamata VITA.

Credete meno agli altri ed iniziate a dare meno importanza a loro e a darne più a voi stessi.

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