Un’aspirante logopedista che ha partecipato ai test di accesso a Medicina ha vinto il ricorso contro l’Università degli Studi Palermo dopo che ha dovuto rinunciare ad allattare il figlio di sei giorni durante il test.

La mamma aveva chiesto di allontanarsi per pochi minuti sotto la vigilanza di una componente della commissione. Le venne negato il permesso e rispose velocemente alle domande non usufruendo del tempo previsto. Non venne ammessa.

Il Cga, che ha ribaltato l’esito del Tar, scrive: «La condotta dell’amministrazione non appare in linea con i principi di solidarietà sociale e di tutela della maternità. La tesi difensiva dell’università secondo la quale alla ricorrente non è stato impedito di allattare appare rigidamente formalistica se non addirittura ipocritamente sofistica».

La studentessa è stata difesa dagli avvocati Francesco Leone, Francesco Stallone e Simona Fell.

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