Il candidato alla presidenza della Regione Siciliana Claudio Fava si è rivolto ieri al concorrente rettore in congedo Fabrizio Micari dichiarando: «Se fosse vero che il candidato Micari usa i database del rettore Micari per la sua campagna elettorale, saremmo di fronte a una penosa caduta di stile. L’ateneo di Palermo non è proprietà del rettore; usare l’anagrafe universitaria di docenti e studenti per far arrivare la sua letterina con annesso appello al voto non porterà a Micari un solo voto in più: solo molto imbarazzo, suo e dell’intero ateneo».

Il riferimento è a un’e-mail inviata due giorni fa a personale tecnico amministrativo, docenti, ricercatori, dottorandi e assegnisti (non ci risulta che sia stata inviata, quindi, agli studenti) dall’indirizzo fabrizio.micari@unipa.it con l’annuncio della formalizzazione della candidatura a “Governatore della Sicilia” e allegata quella che viene definita dallo stesso mittente “lettera aperta”.

Per il disciplinare interno dell’Ateneo in materia di invio di e-mail è necessaria, su richiesta scritta e motivata, l’autorizzazione di un responsabile per l’invio di e-mail a più di 200 destinatari attraverso il sistema della mailing list e comunque senza allegati.

AGGIORNAMENTO: Micari ha dichiarato a Repubblica Palermo

«Ho deciso di inviare questa lettera per spiegare a tutta la comunità accademica e amministrativa dell’Ateneo quello che sta accadendo e le ragioni della scelta di candidarmi in queste elezioni. Certo, ho usato il database interno perché questa è una lettera inviata ai componenti dell’Università. Il mio è stato un atto di correttezza nei confronti di una comunità che due anni fa mi ha scelto come guida. Invito al voto? Assolutamente no, ho solo detto che, se eletto, avendo una importante esperienza nell’università e conoscendone i problemi, saprò cosa fare per lavorare nella direzione che ho sempre seguito: formazione degli studenti, aiuti ai giovani, inserimento nel mondo del lavoro dei laureati. Non vedo dove sia lo scandalo. […] Fava polemizza solo con me, ma invece di preoccuparsi dell’utilizzo normale di un database universitario, dovrebbe preoccuparsi di come la sua azione possa consegnare la Sicilia nelle mani del MoVimento 5 stelle e del centrodestra».

3 Risposte

  1. Giovanni

    la mancata applicazione di un dispositivo di blindatura istituzionale con esercizio sostitutivo temporaneo dei poteri rettorali a tutela della essenza statale dell’Universita’, la espone a critiche e rilievi, essendo il rettore in carica Organo istituzionale e rappresentante legale dell’Ente.
    E’ assolutamente necessario blindare l’ente e salvaguardare l’essenza statale dell’Universita’.
    Un dispositivo che consente al cittadino Micari di partecipare liberamente alla competizione elettorale alla luce dell’art. 51 della Costituzione e contemporaneamente, tutelare l’essenza statale dell’Universita’, ente della Repubblica, al servizio esclusivo della Nazione, alla luce della Costituzione, da conflitti ed ingerenze di natura politica ed elettorale.
    E’ un precedente che deve essere assolutamente neutralizzato per tutelare l’essenza dell’Universita’ statale IN TUTTO IL TERRITORIO NAZIONALE!

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    • Italo Calvino

      Bel commento! Se fosse scritto in italiano sarebbe persino meritevole di considerazione. L’uso appropriato della punteggiatura è incluso tra gli obiettivi dei piani di studio della scuola primaria. Fossi nei panni dell’Autore penserei a blindare ben altro.

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      • Giovanni

        caro Italo calvino, la ringrazio per le sue osservazioni. Cerchero’ di migliorare il mio italiano, non ho mai preteso di essere un dotto.
        Certo, e’ senz’altro espressione di alto valore culturale, creare un precedente che alimenta conflitti, divisioni, critiche, rilievi, e che trasforma l’ente pubblico statale in un potenziale comitato elettorale e bacino di voti utilizzabile in tutto il territorio nazionale.
        Nel mio piccolo, con i miei limiti, con le mie lacune, da italiano, da cittadino, da impiegato universitario, da genitore, cerchero’ di oppormi a questo tentativo di scempio istituzionale.

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