Un team di ricercatori, per lo più afferenti all’Istituto Nazionale di Astrofisica, di cui fa parte anche Tiziana Di Salvo, professoressa associata di Astronomia e Astrofisica presso il Dipartimento di Fisica e Chimica dell’Università degli Studi di Palermo, ha scoperto una caratteristica della stella pulsar al millisecondo PSR J1023+0038 che emette 590 impulsi di luce visibile ogni secondo.

Si tratta di una stella di neutroni in rapidissima rotazione, che emette impulsi periodici, come un potentissimo faro cosmico. Fino ad oggi le pulsazioni sono state osservate nelle tradizionali bande del spettro elettromagnetico per le pulsar, cioè il radio e i raggi X. Oggi sappiamo che le pulsazioni sono presenti anche nella luce visibile. Mai prima d’ora era stato registrato un simile comportamento in un oggetto celeste di questa categoria.

La scoperta è stata pubblicata in un articolo sulla rivista Nature Astronomy ed è stata effettuata grazie alle osservazioni condotte al Telescopio Nazionale Galileo (TNG) dell’Inaf alle Isole Canarie, equipaggiato per l’occasione con lo strumento SiFAP un fotometro ottico ad altissima risoluzione sviluppato presso il Dipartimento di fisica della Sapienza – Università di Roma. SiFAP è uno strumento in grado di misurare l’arrivo dei singoli fotoni di luce visibile da una sorgente celeste con una accuratezza pari a 25 nanosecondi, ovvero la quarantamilionesima parte di un secondo. Lo strumento è stato poi trasferito al telescopio Galileo dell’Inaf situato a La Palma nelle isole Canarie (Spagna), appositamente modificato dallo staff del Galileo.

Le pulsar sono stelle di neutroni che si comportano come veri e propri fari cosmici. Quando la stella ruota abbastanza velocemente, i loro intensi campi magnetici riescono ad accelerare particelle ad energie ben superiori a quelle raggiungibili dal Large Hadron Collider (LHC) del Cern di Ginevra, il più potente acceleratore di particelle mai costruito dall’uomo. A ogni rotazione della stella, gli elettroni così accelerati producono degli impulsi di radiazione osservabile dalle onde radio ai raggi gamma, consentendoci di conoscerne il periodo di rotazione con precisione elevatissima.

Alcune pulsar hanno proprietà estreme, in quanto ruotano su sé stesse con un periodo di qualche millisecondo e compiono centinaia di rotazioni attorno al proprio asse ogni secondo. Un oggetto che si trovasse sul loro equatore viaggerebbe alla incredibile velocità pari al 10 per cento della velocità della luce.

Questa scoperta è importante perché dimostra per la prima volta che anche stelle di neutroni in rapida rotazione possono generare pulsazioni di luce visibile, aprendo un campo di investigazione totalmente nuovo per questo tipo di oggetti.

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