Venti tra le più importanti aziende italiane (Sky, Rai, Ferrero, Finmeccanica, Lottomatica, Wind, Poste Italiane, Ericsson, Birra Peroni, Alstom, Techint, Snam, ADS, Avanade, Linkem, NTT Data Italia, New Energy, Snam e Soft Strategy) lavoreranno insieme con una mission: investire sui giovani per arricchire il futuro del nostro Paese.

Si tratta del progetto Employability 2.0, presentato alla Facoltà di Economia dal rettore Roberto Lagalla, dai responsabili del consorzio Ellis, dalla delegata d’Ateneo per il Placement Ornella Giambalvo.

Employability 2.0 apre le porte al tuo futuro” è lo slogan del progetto, presente nel video di presentazione. Esso offre a 100 giovani di talento l’opportunità di dimostrare il loro valore professionale. Potranno usufruire di questa opportunità giovani in possesso di una laurea magistrale (con un minimo di 107 su 110) o prossimi alla laurea magistrale (con una media minima del 27) nei corsi di Informatica, Ingegneria, Matematica, Statistica ed Economia e che abbiamo una conoscenza della lingua inglese ad un livello upper.

Il progetto consta di tre fasi: una formazione di pre-inserimento della durata totale di 15 giorni e con l’obiettivo di integrare la formazione universitaria del partecipante, attraverso l’apprendimento delle competenze necessarie all’inserimento in azienda; una job experience interaziendale con cui ogni partecipante vivrà due esperienze professionali, ciascuna della durata di un anno, in due grandi imprese con uno stipendio lordo minimo di 23 mila euro l’anno; il mentoring: grazie ad un mentor (figura di riferimento in azienda che trasferisce conoscenze ed expertise ai collaboratori più giovani) e al tutoraggio, i partecipanti verranno accompagnati nella definizione del percorso di crescita individuale.

Terminati i due anni i partecipanti potranno ricevere un’offerta di inserimento lavorativo da parte delle due imprese in cui hanno vissuto la loro esperienza e, successivamente, anche dalle altre imprese partecipanti all’iniziativa.

1 risposta

  1. BeWare

    Vi porto la mia esperienza dopo più di un anno in questo progetto.

    Il RAL è di poco superiore ai 20 mila € il che significa meno di 1200 al mese (su 14 mensilità); alcune aziende hanno anche un RAL più basso, integrato a fine contratto con un “premio produzione” mascherato (utile a loro per risparmiare tasse). Il tutto è bloccato per 3 anni! Non si è assunti direttamente ma attraverso agenzia interinale (Inforgroup) con tutti gli inconvenienti del caso: a parte la loro scarsa professionalità, è una lotta per avere riconosciuti diritti fondamentali quali permessi, malattie e ferie. Sono offerti 2 contratti di 1 anno a tempo determinato, staccati, il primo in un’azienda, il secondo in un’altra (tipicamente a Roma e Milano); tra l’uno e l’altro passa 1 settimana, azzerando così qualsiasi anzianità accumulata (TFR e non solo): ricominciare da zero dopo 1 anno, e ancora dopo 2, senza avere nessuna garanzia di assunzione al termine dei 2 anni (che sarebbe comunque al livello più basso del CCNL a quel punto).

    Secondo me, ne vale la pena SE:
    1. siete alla prima vera esperienza lavorativa (ergo siete appena usciti dall’università o venite da stage o tirocini sottopagati);
    2. siete fortemente motivati dal fare carriera (lentamente) in una delle aziende consorziate (Lottomatica, Sky, Rai, Ericsson etc.);
    3. non vi importa troppo della mansione, non avete fretta o non trovate niente di meglio per entrare nel mondo del lavoro.

    Il progetto offre anche un buon livello di formazione (se paragonato alla media delle aziende italiane), ma gli argomenti dei corsi sono di alto livello (Leadership, Comunicazione etc.) ed inutili nel breve termine – forse avranno un qualche uso se qualcuno di noi diventerà manager, in una decina d’anni, considerando da dove si parte, in queste aziende. Come dato indicativo posso citare che, alla fine del primo anno, circa il 40% di noi ha trovato posizioni migliori e abbandonato il progetto, altri si apprestano a farlo nei prossimi mesi: molte posizioni sono da diplomati – soprattutto nell’ICT c’è chi si occupa unicamente di redazione di documenti tecnici, altri fanno manutenzione di sistemi IT (help desk), fino allo sviluppo di applicazioni web! Le possibilità di crescita in alcune aziende sono pari a zero (molto chiusi alle novità) e non vale niente l’esperienza pregressa, di fatto annullando lo scopo stesso del progetto (job rotation).

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