Annoso problema della città di Palermo (e non solo) di cui si parla da sempre ma su cui nessuno sembra far niente è quello del parcheggiatore abusivo.

L’incubo del parcheggiatore abusivo riguarda non solo i cittadini che ogni giorno cavalcano le strade della giungla palermitana, ma anche gli studenti, soprattutto universitari. Vicine alle facoltà di Matematica e Giurisprudenza, le vie Archirafi e Ponticello e piazza Bellini – solo per citarne alcune – sono le strade più ambite dai giovani palermitani che ogni mattina si trovano costretti a pagare il pizzo ai “guardiamacchine” abusivi per avere la certezza di non dover tornare a casa a piedi.

Dopo aver individuato un parcheggio in quell’accozzaglia di macchine che calpestano il capoluogo siculo, tirato il freno a mano e un sospiro di sollievo, gli studenti-automobilisti trovano in quell’omuncolo che li aspetta fuori dalla loro vettura un vero e proprio nemico.

«Me lo fa prendere un caffè?», la domanda consueta. «Ma tutti questi caffè non ti faranno male?», la risposta che in molti vorrebbero dare. Eppure si sceglie l’arma del silenzio, perché non offrire un caffè potrebbe voler dire non ritrovarsi uno specchietto della macchina o andare via con un graffito stile zorro su una delle fiancate.

Estorsione, minacce di ritorsioni, intimidazioni sono, infatti, i motivi principali che conducono lo sventurato di turno a infilare le mani in tasca o in borsa e a dar via quell’euro, frutto del proprio lavoro o di quello dei propri genitori. E sì, perché il posteggiatore abusivo, se gli dai meno di un euro, ti risponde “garbatamente”: «L’elemosina valla a fare in Chiesa».

Sabato 22 dicembre sarà il momento di ribellarsi, di “infischiarsene” del caffè e di urlare, anzi, fischiare, il proprio dissenso. Nel capoluogo siciliano si terrà, infatti, un flash mob, dal titolo: Del caffè me ne infischio… contro la piaga dell’abusivismo perpetrato da chi chiede il pizzo ad ogni automobilista che parcheggia la propria auto.

Partecipare significa lottare per una società civile.

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11 Risposte

  1. Laura

    Sono una ex studentessa di Giurisprudenza. Per anni ho tentato invano di parcheggiare nei pressi della facoltà.
    Appoggio pienamente l’iniziativa. Se la città non si fa sentire rimarrà in ostaggio dei parcheggiatori abusivi.

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  2. Flavia

    Sono una studentessa della facoltà di Medicina. Come tutti coloro che per un motivo o per un altro frequentano il Policlinico sanno, la nostra zona è letteralmente invasa da squadre di posteggiatori. C’è il tizio della rotonda, che ha creato un proprio parcheggio privato con tariffa fissa e divieto di comprare le schede parcheggio. Ci sono quelli di via Parlavecchio, che ti impediscono di posteggiare accanto al fioraio (se no i clienti dove si fermano?) e ti trovano un bel posto sul marciapiedi (e poi scappano mentre ti becchi la multa). Ora sono sbucati fuori anche dove prima non c’erano. Io ormai faccio a gara con loro, per chi trova prima il posto. Lo avvisto, posteggio, e scappo. Al ritorno controllo la macchina, rispondo al suo saluto, e vado via. Perché non lo fanno anche gli altri? Loro ci sono perché qualcuno li paga. Mi piace la vostra iniziativa per sabato, ma penso che nulla sia più efficace dell’ignorarli.

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  3. marco romeo

    ragazzi, venite tutti sabato! facciamo sentire. più siamo più avremo la forza per ignorarli. ci vediamo sabato pomeriggio alle 17 al massimo. le parole su internet sono invisibili. mettiamoci la faccia!

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  4. Creonte

    L’avanguardia della gioventù palermitana impegnata sui problemi fondamentali del nostro tempo….

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  5. Walter Giannò

    @Creonte, perché non lo è? Il posteggiatore abusivo è emblema dell’assenza di legalità nella nostra città. La costrizione di un pizzo per timori di ritorsioni con l’intervento delle forze dell’ordine solo in determinati momenti dell’anno (elezioni, in primis)… no?

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  6. Creonte

    Quello dei posteggiatori abusivi mi pare un problema tanto marginale che anche se si riuscisse a eliminare non cambierebbe praticamente nulla. L'”illegalità” che condiziona le nostre vite (la tua e la mia) è quella che è stata resa “legale” per politici, banchieri, grandi imprenditori,profittatori in genere. Prendersela con i parcheggiatori abusivi a mio avviso presuppone uno sguardo a dir poco limitato se non addirittura un pregiudizio classista ed inoltre queste iniziative possono diventare pericolose per il loro carattere da torce e forconi. Ti invito a dare un’occhiata al gruppo su facebook da cui parte questa iniziativa, si chiama “posteggiamo i posteggiatori”: oltre ai commenti di gente legittimamente stanca per il pizzo che alcuni (e sottolineo alcuni) di loro chiedono con prepotenza, ci sono anche sfoghi contro lavavetri e ambulanti in genere. A me preoccupa questo modo poco attento e superficiale di guardare a situazioni in cui ci sono in ballo le vite delle persone, si rischia di prendersela con chi vive la situazione di posteggiatore abusivo come ultima spiaggia per sopravvivere e lo fa con garbo e dignità.

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  7. Flavia

    Creonte, a me non sembra che ci sia in ballo la vita di nessuno qui. Gli sfoghi che leggi sui gruppi di facebook derivano nella maggior parte dei casi da provocatori, da gente che vuole solo fare rumore. Non credo che nell’ambito dell’iniziativa sopra proposta qualcuno intenda dar vita a spedizioni punitive.
    Inoltre non penso proprio che il problema dei posteggiatori sia marginale, è piuttosto una delle tante dimostrazioni del menefreghismo delle forze dell’ordine che ignorano le denunce e non intervengono nonostante conoscano bene la situazione.
    E non è solo il pizzo che ci fa arrabbiare, quanto il fatto di ricevere minacce e aver sempre il timore di trovare la macchina danneggiata. è vero che ci sono problemi più grandi, ma è anche vero che quelli non sempre possiamo risolverli. Proponi una soluzione e tutti noi saremo lieti di leggerla. Noi saremo – come dici tu – limitati, ma almeno ci stiamo provando a risolvere un problema, per quanto – sempre a tuo dire – marginale.

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  8. Creonte

    Le vite in ballo a cui mi riferisco sono quelle delle persone che vivono da posteggiatori abusivi per necessità, non riesco a prendermela con chi chiede con garbo una moneta per stare tutto il giorno per strada a prendersi umiliazioni. Dopodiché faccio una premessa che pensavo fosse scontata: anch’io disapprovo il comportamento di quei posteggiatori che con arroganza e prepotenza estorcono anche a costo di essere violenti. Il mio intervento tendeva a mettere in evidenza il fatto che nel periodo in cui ci troviamo, un momento storico in cui sembra che ormai ci abbiano messo in trappola, dove il lavoro si è trasformato in qualcosa di più simile allo sfruttamento, dove il divario di forze tra chi detiene il potere e chi lo subisce ha raggiunto livelli insopportabili, la gente sa concentrarsi su un problema che anche se si eliminasse non scalfirebbe minimamente le dinamiche legate ai problemi che ci angosciano. Leggo che tutti parlano di mafia a proposito dei posteggiatori. La mafia che ci tarpa le ali sta un pò più in alto e non in strada, non ha bisogno di ricattarti fisicamente per avere un paio di euro in cambio, è composta ed educata, è da decenni che condiziona il tuo futuro ed è ben lieta di sapere che tu te la prendi con quattro straccioni che stanno per strada. Forse se indirizzassimo le nostre belle intelligenze, la nostra buonafede, le nostre speranze, la nostra voglia di riscattarci contro questi ultimi forse troveremmo tra i posteggiatori (che tanto avvertite come “il” problema) addirittura degli alleati.

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