«Un nuovo polmone culturale nel centro della città in contiguità con gli altri insediamenti universitari, migliorando il servizi agli studenti e qualificando soprattutto il processo di internazionalizzazione che l’Ateneo in questi anni sta convintamente portando avanti».

Lo ha detto il rettore Roberto Lagalla in occasione della cerimonia inaugurale del Complesso di Sant’Antonino che ospiterà il Centro Linguistico di Ateneo, dopo quattro anni di restauri.

Alla manifestazione sono intervenuti il pro-rettore vicario Vito Ferro, il delegato all’Edilizia Antonio De Vecchi, il direttore generale Antonio Valenti, il presidente del CLA Patrizia Ardizzone, gli assessori regionali Patrizia Valenti e Nelli Scilabra, l’assessore comunale Francesco Giambrone e numerosi esponenti del mondo accademico e culturale.

Il convento di Sant’Antonino che custodisce quattro secoli di storia della città è nato nel 1600 per ospitare i frati minori, nel Novecento fu trasformato in caserma dell’esercito e nel 2004 acquisito dall’Ateneo palermitano.

Il complesso architettonico, costituito dalla chiesa omonima e dall’ex convento, ha all’esterno un grande cortile quadrato circondato da un porticato con alte colonne in pietra di billiemi e all’interno saloni con volte a crociera.

Conserva anche un gigantesco mulino in legno massiccio, importante reperto di archeologia industriale.

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