«Troppo pochi i fondi destinati all’Università». Questa la preoccupazione espressa dal ministro dell’Istruzione Francesco Profumo in relazione a quanto previsto dalla legge di stabilità.

All’Ansa, infatti, Profumo ha affermato: «Sono estremamente preoccupato dell’andamento dei lavori in Commissione Bilancio, che sto seguendo personalmente da giorni perché, rispetto ai 400 milioni necessari per il funzionamento e la tenuta complessiva del sistema universitario italiano, la disponibilità dimostrata ad oggi è di soli 100 milioni».

Facendo un semplice calcolo, dunque, mancano all’appello ben 300 milioni di euro. Una somma ingente che può mettere in pericolo la metà degli Atenei del Paese, con il serio rischio di fallire: «Nelle scorse settimane – ha spiegato sempre il Ministro – mi sono speso senza riserve illustrando a tutti i livelli istituzionali la reale situazione e le criticità delle università. Bisogna assolutamente scongiurare una simile ipotesi con l’impegno di tutti. L’università italiana è un patrimonio di tutti i cittadini e un’assicurazione per un futuro più sereno e prospero per l’Italia».

Sulla stessa scia del ministro anche il Crui (Conferenza dei Rettori delle Università Italiane), il Cun (Consiglio Universitario Nazionale) e il Cnsu (Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari) che hanno diffuso alla stampa una nota congiunta con cui denunciano che «il taglio al Fondo di finanziamento ordinario per l’anno 2013 provocherà una situazione di crisi gravissima ed irreversibile per il sistema universitario italiano».

Ciò consegue la violazione dei «diritti irrinunciabili e costituzionalmente garantiti della formazione e della ricerca a solo detrimento del futuro e delle opportunità lavorative delle prossime generazioni».

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