Vignetta di Luca Usai (2007)

Basta con lo stage gratis. Il governo di Mario Monti – ormai al de profundis – aveva deciso di porre in essere una vera e propria rivoluzione, visto che in Italia uno stage su due è retribuito con la cifra di zero euro, come testimoniano i dati dell’Isfol (Istituto per lo sviluppo della formazione dei lavoratori).

La notizia è stata data al Corriere della Sera e potrebbe rappresentare il “sempre meglio che niente” per i tanti giovani che – soprattutto dopo la conclusione degli studi – decidono di entrare nel mercato del lavoro con l’obiettivo di “imparare, lavorando“.

Sarebbe, insomma, un modo per mettere la parola fine alla pratica degli “stage” e dei “tirocini” senza ricevere un centesimo in cambio.

Il progetto – come si legge qui – è contenuto «in una bozza delle linee guida sui tirocini che il ministero del Welfare ha definito la settimana scorsa» che prevede, altresì, una soglia minima del compenso: 400 euro lordi al mese, senza limite massimo.

Il documento, inoltre, prevede che lo stage “standard” non dovrà durare più di sei mesi, mentre dovrà concludersi dopo un anno se è “di reinserimento” (per disoccupati e cassaintegrati) e dopo due per i disabili. Non sarà possibile, poi, fare più di un tirocinio nella stessa azienda. Infine, una novità anche per quanto riguarda le imprese, perché potranno assumere un tirocinante ogni cinque dipendenti.

Non ci resta, dunque, che attendere se e quando questa normativa entrerà in vigore, perché il Welfare ha espresso delle linee guida, mentre saranno le Regioni che dovranno di fatto renderle applicabili e potranno decidere autonomamente l’entità della soglia minima: anche più di 400 euro ma mai meno.

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