Andare preparati all’esame sembra essere diventata un’eccezione.

Le tanto temute sessioni universitarie, croce e delizia per i giovani studenti, lo sanno bene gli assidui frequentatori, diventano terreno ideale per sperimentare il cosiddetto colpo di fortuna.

Se da un lato, infatti, ci sono coloro che, di mese in mese, spendono energie e tempo a disposizione per prepararsi al meglio a colloqui e scritti, dall’altro cresce a dismisura il numero di universitari che in preda ad una volata di positività decidono di apparire davanti agli occhi scrutatori del prof di turno totalmente impreparati.

Ebbene sì… Cari fanatici dell’isolamento pre-esame, udite udite, stando ai dati di una ricerca accurata, quasi il 66 per cento degli studenti universitari ha tentato almeno una volta la sorte presentandosi ad un esame senza studiare. E così quasi sette giovani su dieci, almeno una volta nella vita, si sono presentati ad un esame senza aver studiato in maniera adeguata sperando in un aiuto da parte della Dea bendata.

Il diktat sembra quindi essere «Ma sì, mi ci tuffo! Che sarà mai?».

E se negli orali studiare qualche pagina a casaccio e presentarsi davanti al docente sono una normalità per una cerchia ristretta di studenti temerari, negli esami scritti “buttarsi” diventa un’abitudine per i molti che sperano sempre in un aiutino.

E voi, lasciando da parte orgoglio e pregiudizi, diteci con sincerità «Vi è mai capitato di andare ad un esame impreparati?».

E se sì, «com’è andata?».

A proposito dell'autore

Nata a Palermo l’8 dicembre del 1990. Da sempre, amante della poesia e dell’arte in ogni sua forma, ho deciso di assecondare la mia passione più grande: la scrittura. Un mondo, quello del giornalismo, spesso difficile e competitivo ma ciò non mi ha fermata. Mi sono laureata in “Giornalismo per uffici stampa” all’Università degli studi di Palermo lo scorso luglio. Nel 2011 arrivano le mie prime collaborazioni giornalistiche e televisive con "Cts, compagnia televisiva siciliana" e, nel novembre 2013, con "Livesicilia".

1 risposta

  1. rita

    Talmente nervosa da non dare il massimo, specialmente agli inizi sì. Ma oltre a far parte di quella vecchia, ormai, schiera di coloro che hanno chiesto i miglioramenti, ho sempre cercato di non ferire la persona che sta dietro alla cattedra.
    A me non piacerebbe : 1) che un ragazzo giovane facesse il tentativo di prendersi gioco di me; 2) che uno studente potesse fomentare l’idea che le lauree si comprano a palermo, 3) amo gli studi che sto facendo.
    Cerco di essere il cambiamento che auspico con amore per la mia città. Quindi cerco di no.

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