L’ex presidente dell’Ente Regionale per il diritto all Studio Universitario Alberto Firenze risulta indagato nell’ambito delle indagini che hanno portato all’arresto di 31 persone accusate di gestire siti e agenzie di scommesse in collaborazione con Cosa nostra. Insieme a Firenze, che milita nel Partito Democratico ed è uno dei collaboratori più stretti dell’ex sottosegretario alla Pubblica istruzione e attuale sottosegretario alla Salute Davide Faraone, è indagato anche Pietro Alongi, all’epoca nell’Ncd.

Tra gli arrestati c’è Benedetto Ninì Bacchi, “mente” del giro delle scommesse. Secondo le informazioni finora emesse Firenze potrebbe aver interceduto per fare approvare un emendamento nella legge finanziaria 2016 che avrebbe giovato alle agenzie di Bacchi.

L’incontro tra Firenze e Bacchi si è svolto al Polididattico, nella cittadella universitaria il 30 luglio del 2017 (lo hanno rilevato gli investigatori della Squadra mobile che erano presenti) e il giorno prima sono state intercettate telefonate in cui i due parlavano dell’emendamento. Firenze aveva parlato dell’emendamento anche con Eugenio Ceglia, altro collaboratore fidato di Faraone, e con Devis Zangara, arrestato ieri.

AGGIORNAMENTO:
L’avvocato Nino Caleca, legale di Firenze, ha dichiarato in una nota che Firenze non risulta indagato nell’indagine che ha riguardato il presunto re delle scommesse Bacchi.
Firenze dichiara: «Sono sgomento per l’accostamento della mia persona a soggetti ed ambienti che sono lontani anni luce dalla mia formazione ideale e dalla mia storia personale e familiare. Ho soltanto avuto sporadici contatti con soggetti conosciuti, per caso, nell’ambito della mia collaborazione politica, svolta a livello di hobby, all’interno della segreteria territoriale del PD di Palermo, così com’è accaduto con altre migliaia di sostenitori del PD. Per il resto non posso che mostrare compiacimento per l’operato della magistratura per quanto svolto in merito a fenomeni incresciosi che colpiscono da troppi anni il tessuto economico e sociale del nostro territorio.
Si assiste in queste ore ad un ignobile spettacolo di candidati vecchi e nuovi che per miserabili calcoli di natura elettorale non esitano a lanciarsi in accuse spregiudicate delle quali risponderanno in sede giudiziaria .
Ho comunque già dato mandato ai miei legali per agire nei confronti di chi si è reso responsabile di condotte diffamatorie che denigrano e deformano la mia identità personale e professionale, la cui portata viene esasperata dalla suggestione dell’attuale momento elettorale»

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