Il rettore dell’Università di Palermo Fabrizio Micari aveva parlato del Polo di Agrigento comunicando la chiusura del corso di laurea in Beni culturali: «Abbiamo preso a malincuore una decisione sofferta. Invitiamo gli assessorati all’Economia e alla Formazione a dare risposte certe sul futuro e sulle risorse da investire sul polo decentrato di Agrigento. Come Università abbiamo sempre creduto nei poli decentrati: a Trapani abbiamo investito nell’ultimo biennio inaugurando nuovi corsi di laurea disegnati sul territorio. Ad Agrigento abbiamo investito lavorando proprio sulle peculiarità della città agrigentina. Purtroppo dal prossimo anno accademico ci troviamo costretti a chiudere un corso di laurea».

L’assessore regionale alla Formazione ed ex rettore Roberto Lagalla ha replicato: «la Regione Siciliana destina regolarmente al Polo didattico di Agrigento le risorse previste dal bilancio regionale, così come avviene per gli altri consorzi universitari della Regione, presso i quali non risulta contratta l’attività didattica. La programmazione di quest’ultima resta, a tutt’oggi, nella competenza delle Università convenzionate pertanto, nessuna responsabilità, relativa al ridimensionamento del Polo di Agrigento, può essere addebitata agli assessorati regionali all’Economia e alla Pubblica Istruzione, per l’intuibile ragione, normativamente fissata, che le scelte in materia di pianificazione didattica ricadono tutte nella piena discrezionalità dello stesso rettore e degli organi di governo universitari».

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